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martedì 6 Ottobre 2026

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Cultura

Willie Peyote: “Non c’è di che” racconta la fine di una relazione adulta

Willie Peyote parla del nuovo singolo “Non c’è di che” e della separazione adulta.

Willie Peyote ha raccontato il significato del nuovo singolo “Non c’è di che”, pubblicato il 16 settembre e in programmazione radiofonica dal 25 settembre. La canzone, nata osservando la fine di alcune relazioni adulte, esplora il tema del lasciare andare una persona, un concetto che il cantautore definisce come “imparare a lasciare andare una persona se non ne vuole più sapere”. L’uscita anticipa il Club Tour 2026, che partirà il 10 ottobre dal Vox Club di Nonantola e proseguirà fino al 7 novembre.

Una canzone leggera ma con un sottotesto profondo

“Non c’è di che” è una canzone leggera nella forma, ma con un sottotesto profondo, come ha spiegato Willie Peyote stesso. L’artista ha mescolato ricordi personali con le vicende di alcuni amici che si sono lasciati dopo una lunga relazione. Una storia che, per alcuni dei suoi amici, ha avuto un risvolto inaspettato: nel frattempo sono tornati insieme, “rovinando”, come ha scherzato il cantautore, la narrazione della canzone. Dietro l’ironia c’è però un tema serio: imparare ad accettare la fine di una relazione.

Willie Peyote: “Io sono un romantico”

Willie Peyote non ha dubbi su quale sia la sua categoria: “Io sono un romantico”. Una visione che riconduce a una frase dello scrittore Enrico Remmert, presente in “Falene”: i sentimentali vorrebbero che le cose durassero per sempre, mentre i romantici riescono a trovare bellezza anche nella loro fine. Il cantautore ha spiegato che il suo modo di guardare ai rapporti sentimentali è legato a questa idea. “Mi piace molto innamorarmi, ma inizio già le cose pensando che finiranno”, ha detto.

Il brano è disponibile sulle piattaforme digitali e fa parte del repertorio del Club Tour 2026, che vedrà Willie Peyote suonare in diversi club italiani. Tra le date in calendario ci sono Milano, Molfetta, Napoli, Bologna, Firenze, Roma, Venaria Reale e Padova. Sul palco porterà il nuovo singolo e le canzoni di “Anatomia di uno schianto prolungato”, insieme ai brani che hanno segnato le diverse fasi della sua carriera.

Il legame con Torino è ricorrente nel discorso di Willie Peyote. La città, dove è nato, è parte integrante della sua identità, tanto nella musica quanto nel modo di raccontarsi. Il documentario “Willie Peyote – Elegia sabauda”, scritto e diretto da Enrico Bisi, esplora questo rapporto, seguendolo tra musica, vita quotidiana e relazione con la città. Il cantautore ha lasciato al regista completa libertà, senza intervenire sulle scelte di montaggio o chiedere l’eliminazione di alcune parti.

Willie Peyote ha anche parlato del suo rapporto con la cultura hip hop, che ha radici nella sua formazione universitaria in Scienze politiche. La sua tesi era dedicata agli eventi di Los Angeles legati al caso Rodney King, un tema connesso al suo interesse per la cultura afroamericana e per la storia del rap statunitense. Una fascinazione che è entrata nel suo linguaggio musicale, rielaborata però attraverso un’identità profondamente torinese. Infine, Willie Peyote ha chiarito che non parteciperà al Festival di Sanremo nel 2026. “No, lo dico con grande certezza. Lo guarderò come tutti gli anni da casa, però insomma, ho dato”, ha detto. Non significa che rinuncerà al tradizionale rito dei commenti: durante il Festival, anche lui prende parte a serate di visione collettiva con gli amici, in cui si commentano esibizioni e protagonisti con ironia.

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