Il processo per stalking aggravato nei confronti dell’imprenditrice Maria Rosaria Boccia ha avuto inizio con l’udienza preliminare, in cui sono state depositate le liste testimoniali che includono nomi di spicco come Arianna Meloni, Sigfrido Ranucci e Alessandro Giuli. L’imputata è accusata di aver messo in atto condotte reiterate ossessive e di controllo penetrante sulla vita privata, professionale e istituzionale dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, causandogli un grave stato di ansia e paura. L’episodio ha portato all’abbandono del ministero da parte di Sangiuliano, che ha rassegnato le dimissioni dopo un periodo di forte stress e pensieri suicidari.
Le accuse e le conseguenze psicologiche
Secondo l’impianto accusatorio, Boccia avrebbe posto in essere una serie di comportamenti finalizzati a ottenere un incarico fiduciario presso il ministero e a controllare le attività e relazioni professionali dell’ex ministro. Tra le accuse figura anche il reato di lesioni aggravate, legato a un episodio avvenuto a Sanremo, in cui, secondo la denuncia, Boccia avrebbe colpito Sangiuliano provocandogli una ferita alla testa. Le accuse indicano un comportamento ossessivo che ha causato un grave danno psicologico all’ex ministro. I pm sostengono che tali condotte hanno determinato un forte stress, dimagrimento e persino pensieri suicidari, inducendo l’ex ministro a modificare le proprie abitudini di vita.
Richieste di deposizioni a porte chiuse
I legali di Sangiuliano e della moglie hanno annunciato che chiederanno che le rispettive deposizioni avvengano a porte chiuse, in modo da garantire la privacy e la tutela del dolore della vittima. La prossima udienza è fissata per il 15 gennaio, quando verrà sentita la moglie dell’ex ministro, mentre l’ex ministro sarà ascoltato il 5 febbraio. Tra i testimoni convocati anche l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi.
Le liste testimoniali sono state presentate alla prima udienza del procedimento, in cui il giudice monocratico si è riservato di decidere sulla richiesta relativa alla presenza delle telecamere in aula. Nelle carte si fa riferimento anche a pressanti richieste di accesso al telefono cellulare utilizzato da Sangiuliano per contatti istituzionali e personali. Il procedimento ha origine dall’esposto presentato dall’ex titolare del Mic alcune settimane dopo il caso scoppiato attorno alla mancata nomina di Boccia a consigliera del ministero, che ha portato alle dimissioni di Sangiuliano.
Al termine dell’udienza, i legali di Sangiuliano, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, hanno ribadito che i processi si fanno nelle aule rispettando il lavoro e l’autonomia della magistratura, nel rispetto anche del dolore di chi ha subito violenza. Le parti civili sono tre: Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di gabinetto Francesco Gilioli. Hanno sottolineato che le posizioni sono chiare: ci sono tre persone che sono parte lesa e la signora Boccia, che è imputata, in questo come in altri processi. Tutto questo la parte civile lo dirà nel dibattimento, attenti che certi comportamenti non configurino ulteriori condotte illegali che saranno denunciate immediatamente.



