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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Jannik Sinner si ferma per una tendinite al ginocchio: terapia conservativa e riposo

Jannik Sinner si ferma per una tendinite al ginocchio: terapia conservativa e riposo

Jannik Sinner, numero uno del tennis mondiale, ha annunciato la fine della sua stagione sportiva a causa di una tendinite al ginocchio destro. L’infortunio, che ha richiesto un intervento di terapia conservativa, è stato diagnosticato da esperti come il professor Pier Paolo Mariani, che ha spiegato come si tratti di una patologia da sovraccarico, causata da microtraumi ripetuti. L’infiammazione della bandelletta ileotibiale, un tendine largo che si trova nella parte esterna del femore, ha reso necessario un periodo di riposo e un programma di riabilitazione. Sinner, che ha giocato a ritmo elevato durante la stagione, dovrà concentrarsi su esercizi di allungamento, postura e propriocettività per recuperare al meglio.

Una patologia comune tra atleti di alto livello

La tendinite al ginocchio, detta anche Itbs, è una condizione che interessa il tessuto connettivo che unisce la parte superiore dei muscoli dell’anca con quella inferiore del ginocchio. Questa patologia, spesso causata da movimenti ripetuti e sovraccarico, colpisce non solo i tennisti, ma anche ciclisti, corridori e calciatori, soprattutto a inizio stagione. Mariani ha spiegato che, in molti casi, la fisioterapia e la ginnastica sono sufficienti per gestire l’infiammazione, evitando interventi chirurgici. «Normalmente si fa un lavoro di fisioterapia e ginnastica per allungare il tendine», ha detto, aggiungendo che la chirurgia è rara e riservata solo a casi recalcitranti.

Terapia conservativa: riposo e riequilibrio funzionale

La terapia conservativa per Sinner prevede un periodo di riposo, ma non necessariamente un’assenza totale di attività. L’obiettivo è il riequilibrio funzionale, che include esercizi mirati alla muscolatura, alla postura, all’allungamento e alla propriocettività. «Il tempo di recupero per un atleta di vertice può arrivare a un mese o più, a seconda del caso», ha spiegato Mariani. Inoltre, sono possibili terapie infiltrative con il plasma ricco di piastrine (PRP) o interventi chirurgici per detendere la fascia, ma solo in casi specifici. L’esperto ha sottolineato che il riposo è una componente essenziale del processo di recupero, tanto quanto la fisioterapia e l’applicazione di tecniche come il laser o l’ultrasuono.

Nonostante l’impatto sull’attività sportiva, Sinner non è l’unico atleta a dover affrontare problemi simili. Alex De Minaur, ad esempio, ha dovuto ritirarsi dalla finale a Pechino a causa di un problema all’adduttore, mentre Lorenzo Musetti ha subito una micro-frattura all’anulare della mano destra. Questi episodi evidenziano come i movimenti intensi richiesti da sport di alto livello possano portare a infortuni non traumatici, ma da sovraccarico. Anche Carlos Arcaraz, avversario di Sinner, ha sofferto di una tenosinovite al polso destro, dimostrando come le patologie tendinee siano comuni tra i professionisti.

La stagione di Sinner, pur interrotta, ha visto un’alta intensità di gioco, con movimenti che richiedevano scatti, frenate e cambi di direzione. Questi fattori hanno contribuito al sovraccarico del tendine, causando l’infiammazione. Il professor Mariani ha sottolineato che, nonostante l’impatto sull’attività, la terapia conservativa è la strada più indicata per un recupero completo. Il riposo e la fisioterapia sono i pilastri del recupero, accompagnati da esercizi mirati per riequilibrare la funzione muscolare. La sua assenza dal circuito ATP potrebbe durare fino al 2027, quando tornerà a giocare dopo un periodo di riposo e riabilitazione.

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