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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Jessica Moretti chiede danni all’assicurazione, i sopravvissuti di Crans Montana si indignano

Jessica Moretti chiede danni all’assicurazione dopo il rogo di Crans Montana, i sopravvissuti si indignano

La tragedia del rogo al Constellation di Crans Montana, avvenuto lo scorso Capodanno e che ha causato la morte di 41 ragazzi e ferite a 115 persone, ha scatenato una reazione di rabbia tra i sopravvissuti. Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques, ha presentato una richiesta all’assicurazione Zurich per un indennizzo per la “perdita di guadagno” causata dal danno alla salute. L’azione ha suscitato indignazione tra le famiglie delle vittime e i ragazzi feriti, che accusano la coppia di voler sfruttare la tragedia per ottenere benefici economici.

Un’indennità per la perdita di guadagno

La pratica di Jessica Moretti è al vaglie della compagnia assicurativa, che ha richiesto il nulla osta per l’eventuale versamento. Tuttavia, i conti della coppia sono attualmente bloccati, complicando l’operazione. La legge svizzera, in particolare la Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (Lainf), prevede che, in caso di dolo o colpa grave, Moretti dovrà restituire le indennità percepite indebitamente. Questo scenario ha suscitato preoccupazione tra i familiari delle vittime, che vedono nell’azione una mancanza di rispetto per la tragedia.

“Sono senza vergogna”, ha detto il padre di Manfredi, 17 anni, uno dei ragazzi feriti. Il ragazzo, studente romano del liceo Chateaubriand, vive tra scuola e fisioterapia e dovrà tornare in ospedale per un intervento chirurgico. Mentre il padre si preoccupa per il futuro del figlio, Jessica Moretti, uscita per prima dal locale, si presenta come vittima collaterale, pur essendo una delle poche persone che non ha subito ferite. Questo atteggiamento ha suscitato indignazione tra i sopravvissuti, che vedono nella richiesta un tentativo di sfruttare la tragedia per interessi personali.

Un sistema che non risponde

Il problema, secondo Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, sopravvissuta all’inferno del Constellation, è “nel sistema”. La Svizzera, pur essendo un paese ipergarantista, ha stanziato 20 milioni di franchi per la gestione dei risarcimenti, ma i tempi sono troppo lenti. Se si aspetta l’esito dei processi, i risarcimenti potrebbero arrivare solo tra 10 anni. Mentre i ragazzi attendono, i loro familiari si chiedono come sia possibile che, dopo una tragedia così grave, i responsabili possano beneficiare di un sistema che non risponde alle loro esigenze. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che Jacques Moretti è in carcere preventiva da due mesi per presunte violenze domestiche. Nonostante questo, la cauzione versata è stata di soli 200mila franchi, un importo che non copre nemmeno una frazione dei danni subiti. La famiglia di Manfredi e i ragazzi feriti chiedono una risposta concreta, una giustizia che non si fermi alle parole ma agisca per il bene di chi ha subito un trauma irreparabile.

La tragedia ha lasciato cicatrici indelebili
La verità e il risarcimento sono ancora lontani

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