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giovedì 8 Ottobre 2026

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Economia

L’Italia punta sull’agricoltura tunisina per un modello di cooperazione in Africa

L’Italia cerca di trasformare l’agricoltura tunisina in un modello di cooperazione in Africa con investimenti e tecnologie.

L’Italia punta sull’agricoltura tunisina come nuovo terreno per la sua strategia economica in Africa, con un focus su investimenti, tecnologie e cooperazione. Alla fine di agosto, le intenzioni di investimento agricolo privato avevano raggiunto 807,5 milioni di dinari tunisini, circa 242,9 milioni di euro, in aumento dell’11,2 per cento su base annua. Questo segnale di interesse indica una domanda reale per tecnologie e macchinari che possono trasformare i sistemi produttivi locali. L’obiettivo non è solo l’esportazione di attrezzature, ma la costruzione di una cooperazione industriale più profonda, in grado di integrare competenze, formazione e politiche locali.

Un test significativo per la cooperazione italiana in Africa

Il Salone internazionale degli investimenti agricoli e della tecnologia, Siat 2026, in programma a Tunisi dal 28 al 31 ottobre, rappresenta un’occasione per valutare se l’Italia riuscirà a passare dall’esportazione di macchinari alla costruzione di partnership durature. Il padiglione nazionale organizzato dall’Agenzia Ice sarà un punto di incontro tra imprese italiane e operatori locali, con l’obiettivo di promuovere la modernizzazione del settore agricolo tunisino. L’Italia, attraverso il Piano Mattei, cerca di mettere insieme investimenti, tecnologia e formazione per creare un modello di cooperazione che vada oltre gli scambi commerciali tradizionali.

La credibilità del Piano Mattei dipende dalla capacità di costruire relazioni durature. La sua credibilità dipenderà piuttosto dalla capacità di inserire queste tecnologie in partnership durature: produzione locale, trasferimento di competenze, assistenza tecnica, formazione e integrazione con le politiche tunisine su acqua e sicurezza alimentare. Il Siat di Tunisi sarà quindi un test piccolo ma significativo: capire se la presenza italiana saprà passare dall’esportazione di macchinari alla costruzione di una cooperazione industriale più profonda in Africa.

La modernizzazione dell’agricoltura tunisina: sfide e opportunità

L’agricoltura tunisina, pur essendo un settore strategico, è sottoposta a vincoli severi, soprattutto legati alla scarsità d’acqua e all’instabilità delle precipitazioni. Questi fattori limitano la produttività e richiedono soluzioni innovative. La modernizzazione dei sistemi irrigui e l’introduzione di tecnologie che riducono il consumo di acqua ed energia diventano quindi priorità. I dati sugli investimenti indicano che la domanda esiste, con progetti già approvati che prevedono oltre 1.500 nuovi posti di lavoro permanenti.

La domanda reale per tecnologie e macchinari è confermata dai dati. L’Italia, con il suo know-how in settori come l’irrigazione intelligente e l’agricoltura di precisione, ha un ruolo chiave da svolgere in questa trasformazione. Il comparto nazionale delle macchine agricole ha prodotto 14,3 miliardi di euro nel 2025, ma le esportazioni sono diminuite dell’1,7 per cento. In questo contesto, il Nord Africa diventa particolarmente interessante, non solo per il rinnovo di macchinari esistenti, ma per la possibilità di trasformare i sistemi produttivi locali. Il Punto Italia, su 126 metri quadrati, riunirà distributori, produttori di tecnologie e operatori italiani con incontri professionali e seminari. Questo spazio sarà un punto di incontro per condividere esperienze e progetti, ma anche per costruire relazioni che possano portare a risultati concreti. L’obiettivo è creare una cooperazione industriale più profonda, in grado di affrontare le sfide del settore agricolo tunisino e di contribuire al suo sviluppo sostenibile.

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