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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Il mercato del second hand cresce: un fenomeno in crescita e le sfide per il futuro

Il mercato del second hand cresce in Italia e in Europa, con un incremento del 10% nel 2025. L’Eige ha rilevato un interesse crescente per acquistare prodotti usati.

L’acquisto di prodotti usati, noto come second hand, sta diventando una pratica sempre più diffusa in Italia e in tutta l’Unione Europea. Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige), il 61,7 per cento delle persone intervistate afferma di acquistare spesso prodotti usati, come abiti o mobili, anziché nuovi. Questa percentuale supera il 70 per cento tra i giovani tra i 16 e i 24 anni, segnando un trend in crescita che coinvolge diverse fasce della popolazione.

Un mercato in espansione e una scelta di sensibilità

La diffusione del second hand non è solo legata alla volontà di risparmiare, ma anche a una maggiore sensibilità ambientale. L’erosione del potere d’acquisto e la crescente attenzione verso l’economia circolare spingono sempre più consumatori a considerare l’usato come una scelta responsabile. Sebastiano Marinaccio, presidente di Mercatino, società di Verona che gestisce 186 negozi di usato conto terzi in Italia, conferma che la platea si è allargata: “Trent’anni fa le persone benestanti si limitavano a vendere, ma non avrebbero mai comprato. Oggi l’usato è talmente trendy da essere spesso considerato la prima scelta”. La crescita del mercato si riflette anche nei numeri. I negozi del Mercatino hanno venduto oltre 10 milioni di oggetti nel 2025, per un totale di 116 milioni di euro, un incremento del 10 per cento rispetto all’anno precedente. Questo risultato è frutto di una combinazione tra negozi fisici e piattaforme online, che convivono e si integrano per offrire opportunità di acquisto sempre più accessibili.

Selezionare bene per garantire la sostenibilità

La seconda vita di un oggetto inizia con la selezione. I negozi di usato, come quelli del Mercatino, seguono una regola ferrea: ogni dieci capi d’abbigliamento portati in negozio, ne ritirano sei o sette, selezionando solo quelli in ottime condizioni. Questo processo è necessario non solo per garantire la qualità dei prodotti, ma anche per evitare che gli oggetti vengano smaltiti in discarica. “I nostri valutatori sanno se un oggetto ha prospettive di essere venduto e a quanto”, spiega Marinaccio. La selezione rigorosa è un elemento chiave per mantenere l’equilibrio economico del sistema. Tuttavia, il mercato è inondato da prodotti a basso prezzo, spesso di scarsa qualità. L’allarme arriva dalle cooperative che gestiscono i cassonetti gialli per gli abiti dismessi: il dilagare del fast fashion ha reso sempre più difficile la riparazione e la rivendita di capi in buone condizioni. “Solo una minima parte dei capi conferiti è in condizioni abbastanza buone da poter essere riparata e rivenduta”, sottolinea Marinaccio.

Impatto ambientale e sfide per il futuro

Il mercato del second hand non solo ha un impatto positivo sul consumo, ma anche sull’ambiente. Mercatino ha sviluppato un sistema per calcolare l’impatto ambientale delle sue vendite, rilevando che nel 2025 il franchising ha consentito di evitare 78 chilotonnellate di CO2 equivalente, pari alle emissioni prodotte da un’auto che percorre oltre 500 milioni di chilometri. In più, ha risparmiato l’emissione nell’aria di oltre 51 tonnellate di PM2.5 equivalente, una quantità paragonabile a quella che si genera fumando quasi 6 miliardi di sigarette.

Tuttavia, il mercato del second hand non basta se si continua a comprare troppo. L’uso di prodotti usati può diventare un pretesto per acquistare di più, soprattutto in settori come la moda, dove il sovraconsumo è radicato. Studi recenti mostrano che il 51 per cento dei consumatori che acquista abbigliamento usato reinveste il denaro risparmiato per fare altri acquisti, spesso di abbigliamento o di altri settori. Questo fenomeno richiede una maggiore attenzione, non solo da parte dei consumatori, ma anche da parte delle istituzioni.

Con l’espansione del mercato, diventa necessario interrogarsi anche sulla tutela dei consumatori. La Commissione europea ha condotto un controllo su 356 operatori online, rilevando preoccupazioni su informazioni non chiare sul diritto di recesso, garanzie non rispettate e dichiarazioni ambientali ingannevoli. Sebastiano Marinaccio, con la sua doppia veste di presidente di Mercatino e consigliere ai rapporti istituzionali di Rete ONU, sottolinea l’importanza di una legge che regolamenti il mercato dell’usato, inclusa la vasta rete di vendite informali che oggi sfugge a qualsiasi obbligo fiscale e di tracciabilità.

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