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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Salute

Origine del coronavirus e teorie contraddittorie

Sondaggio su teorie sull’origine del coronavirus e la loro coerenza.

Un gruppo di video pubblicati da Radio Radio su YouTube ha suscitato dibattito sull’origine del coronavirus, con teorie contraddittorie che attribuiscono la responsabilità a diversi soggetti. Il primo video, realizzato da Giorgio Bianchi, presenta la tesi della fuga del virus da un laboratorio di Wuhan, con gli americani come corresponsabili. Il secondo video, invece, sostiene che il virus sarebbe stato portato a Wuhan dagli stessi americani, partendo da Fort Detrick. Queste teorie, sebbene siano state documentate da fonti di larga diffusione come BBC e The Intercept, non si sostengono reciprocamente, creando un quadro di incertezza e dubbi.

Teorie sull’origine del coronavirus e la loro coerenza

La trilogia di video di Bianchi, pur presentando fatti noti, non si basa su una coerenza tra le diverse teorie. Il primo video rilancia la tesi della fuga del virus da un laboratorio di Wuhan, con gli americani come corresponsabili, visto che erano loro i soldi con cui venivano portate avanti quelle ricerche. Il terzo video, invece, sostiene che il virus sarebbe stato portato a Wuhan dagli stessi americani, partendo da Fort Detrick. Queste due teorie si escludono a vicenda, creando un’immagine di disinformazione.

La tecnica della nebbia e la guerra ibrida

La tecnica utilizzata da Bianchi è quella della nebbia: più sospetti si mettono in campo, meno si deve dimostrare uno specifico. Questo metodo è tipico di chi vuole istillare dubbi e seminare incertezze. La trilogia di video è vista come un tassello della guerra ibrida, un fenomeno che ha caratterizzato gli ultimi anni. Bianchi non fa un collegamento diretto tra l’epidemia in due case di riposo locali e il laboratorio chiuso a Fort Detrick, ma chiede ai propri follower se ci sia un collegamento. La risposta alla sua domanda aperta si trova facilmente sul sito della contea di Fairfax, dove si legge che le analisi non hanno identificato nessun patogeno specifico, ma sono stati trovati diversi campioni positivi al rinovirus.

La testimonianza di Matteo Tagliariol, citata da Bianchi per sostenere la tesi del virus portato dagli atleti americani, mostra un’incertezza. Tagliariol ha spiegato di essersi ammalato al ritorno da Wuhan, non di esserci arrivato malato. I suoi compagni d’appartamento hanno avuto lo stesso decorso. Se anche fosse stato il coronavirus, le tempistiche non avallerebbero l’ipotesi che il virus sia stato portato dagli atleti americani. Inoltre, non è stato fatto alcun test per confermare questa ipotesi.

Le ricerche e i fatti documentati

Bianchi cita un fact sheet del Dipartimento di Stato americano, che secondo lui sostiene che a Wuhan si stessero conducendo ricerche classificate, pagate anche dal denaro pubblico americano. In realtà, il fact sheet a cui fa riferimento sostiene che a Wuhan sin dal 2017 era l’esercito cinese a fare ricerche e analisi. Il fact sheet citato da Bianchi non contiene traccia di soldi pubblici americani. Questo mostra come le informazioni siano state selezionate e presentate in modo da sostenere una tesi specifica, senza considerare il contesto completo.

A oggi, l’origine del coronavirus resta una questione a cui non è stato possibile dare una conclusione definitiva. Non c’è nulla di sbagliato a fare ipotesi, ma queste devono essere supportate dai fatti, non sfruttate per fare cherry picking su quali dettagli usare e quali omettere. Bianchi chiude la sua trilogia con una domanda aperta sul chi abbia interesse a farci tappare le orecchie. Noi su BUTAC siamo molto più interessati a scoprire chi abbia interesse a mettere ogni sospetto sullo stesso piano, così che nessuno vada più verificato.

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