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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Russia e peste in Siberia: USA chiedono trasparenza, Oms frena allarmi

Russia e peste in Siberia: Usa chiedono trasparenza, Oms frena allarmi

Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha chiesto alla Russia di condividere le informazioni sull’epidemia di peste in Siberia, un tema che ha suscitato preoccupazioni internazionali. L’episodio, avvenuto a Irkutsk, ha alimentato teorie cospirazioniste e dubbi sulla risposta di Mosca. Secondo fonti britanniche, i timori che Vladimir Putin stia nascondendo la verità sull’accaduto aumentano, con esperti che avvertono che la malattia potrebbe essere stata trasformata in un’arma biochimica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha espresso cautela, indicando un rischio moderato per Irkutsk e basso per l’intera Federazione Russa.

Trasparenza richiesta dagli USA

Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha sottolineato che qualsiasi caso di infezione in laboratorio desta particolare preoccupazione, soprattutto alla luce della pandemia di Covid. L’invito di Rubio a Mosca è stato accolto con un apprezzamento per la collaborazione USA, ma la Russia ha ricordato che negli Stati Uniti si registrano in media sette morti per peste l’anno. L’agenzia russa Rospotrebnadzor ha definito “instabile” la situazione americana in merito alle malattie infettive pericolose.

La Russia non ha fornito informazioni dettagliate su quanto accaduto, pur avendo sequenziato il patogeno di Irkutsk. Il lockdown fisico indica che non è possibile controllarlo con antibiotici a scopo profilattico, ha scritto il biologo Kevin Esvelt su X. La quarantena imposta in cinque ospedali russi, il coinvolgimento dell’Fsb e l’uso di squadre specializzate in materiali pericolosi in risposta alla morte di un ricercatore legato al settore delle armi sono incompatibili con un’infezione contratta in laboratorio.

Teorie cospirazioniste e dubbi sulla risposta russa

L’indiscrezione riportata dal Daily Express USA, citando media russi locali, ha parlato di un secondo decesso per peste a Irkutsk, ma non è arrivata conferma da parte della Russia. Le teorie cospirazioniste si intensificano, alimentate da voci non confermate e da una risposta di Mosca che appare ambigua. L’Oms ha fatto sapere che sono in corso accertamenti e che è in contatto con le autorità russe.

La valutazione iniziale del rischio indica un livello da moderato a basso per Irkutsk, un rischio basso per l’intera Federazione Russa e un rischio molto basso per la Regione europea dell’Oms. La situazione rimane in attesa di ulteriori chiarimenti, con la Russia che non ha fornito informazioni dettagliate su quanto accaduto. Mentre gli Stati Uniti vigilano e chiedono trasparenza, l’Oms esorta a mantenere la calma, pur riconoscendo la complessità del caso. La peste in Siberia continua a suscitare preoccupazioni, con la comunità internazionale che attende risposte precise e verificabili. La Russia, pur apprezzando la collaborazione USA, non ha ancora fornito dati sufficienti per alleviare le tensioni e le teorie cospirazioniste. La situazione rimane in sospeso, con l’Oms che monitora i progressi e i dati in possesso delle autorità russe.

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