Le borse mondiali sono state spiazzate oggi dal nuovo rialzo del petrolio, che ha annullato l’effervescenza di ieri di Wall Street, dove le “Magnifiche Sette” dell’IA hanno guidato un rally. Il prezzo del greggio è salito a causa degli attacchi degli Houthi e dell’arrivo di un uragano sulle raffinerie USA, con i futures sul Brent che hanno guadagnato 1,04%, raggiungendo i 101,63 dollari al barile. L’effetto ha spostato l’attenzione degli investitori dalle tecnologie all’energia, con il Nikkei in calo dello 0,8% e i mercati asiatici che si sono orientati verso le dinamiche del petrolio.
Prezzi del petrolio in aumento, tensioni geopolitiche e uragano in arrivo
Il rialzo del petrolio ha avuto origine dagli attacchi degli Houthi, sostenuti dall’Iran, contro l’Arabia Saudita, e dall’arrivo di un uragano nel Golfo del Messico, che potrebbe colpire sei raffinerie statunitensi. Le aree offshore del Golfo, che producono il 15% del petrolio greggio USA e il 5% del gas naturale, sono sulla traiettoria della tempesta. I mercati valutano una limitazione dell’offerta, nonostante il gasdotto East-West dell’Arabia Saudita abbia raggiunto una capacità di 5,8 milioni di barili al giorno. Il ministro saudita ha dichiarato che circa 12 milioni di barili al giorno di petrolio e 2 milioni di barili al giorno di prodotti raffinati sono stati spediti negli ultimi 7-10 giorni.
Le tensioni geopolitiche e le previsioni meteorologiche hanno spinto i prezzi del petrolio a salire, mettendo in discussione la stabilità dei mercati finanziari. Washington resta aperta a un accordo, mentre il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che l’Iran deve effettuare una riduzione “significativa” della sua capacità di arricchimento nucleare per porre fine alla guerra che ha sconvolto i mercati energetici.
Wall Street in rally, ma Asia e Europa in calo
Sebbene Wall Street abbia chiuso in rialzo con l’S&P 500 e il Nasdaq ai massimi storici, gli investitori asiatici hanno preferito guardare al petrolio, con il Taiex di Taiwan che ha superato il Kospi coreano. L’indice azionario giapponese Nikkei è in calo dello 0,8%, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,5%. L’India ha alzato i tassi per la prima volta in quasi quattro anni, segnando una politica monetaria più stretta. L’indice del dollaro è salito a 102,06, mentre lo yen si è indebolito a 158,41 per dollaro.
Le borse europee sono viste aprire in calo, con l’Eurostoxx 50 a -0,7%, mentre l’attenzione si sposta sui rischi bancari e sui settori petroliferi. A Piazza Affari, l’attenzione è rivolta al rischio bancario e ai petroliferi, con Eni, Saipem e Tenaris che potrebbero beneficiare dell’aumento dei prezzi del petrolio. Intesa Sanpaolo ha avviato l’iter per la fusione con Bper e Banca Monte dei Paschi di Siena, mentre UniCredit ha annunciato la vendita di attività russe.
Le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi questo mese si sono attenuate, ma i mercati prevedono comunque un inasprimento della politica monetaria nel corso dell’anno. I rendimenti dei titoli a 10 anni sono scesi di oltre 11 punti base, con lo spread Oat/Bund ridotto a 132 punti base. In Francia, Marine Le Pen ha delineato piani per tagliare la spesa pubblica, provocando un rally di sollievo nei titoli di Stato francesi. La Federal Reserve pubblicherà oggi i verbali della riunione del 15-16 settembre, con attenzione su eventuali ulteriori rialzi dei tassi. Il settore dell’IA è molto attivo, con l’indice dei semiconduttori della Borsa di Filadelfia che ha chiuso a +0,34%. La capitalizzazione di mercato di Nvidia si è avvicinata ai 6 trilioni di dollari, mentre Marvell Technology ha guadagnato il 5,8% a causa di previsioni di fatturato più alte per il 2028. SpaceX di Elon Musk è in trattative per raccogliere 40 miliardi di dollari di debito per acquistare chip Nvidia, secondo alcune fonti.



