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venerdì 2 Ottobre 2026

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Economia

Ottobre inizia con un calo globale: inflazione e petrolio spostano le borse

Ottobre inizia con un calo globale: inflazione e petrolio spostano le borse

Ottobre ha iniziato con un calo globale, alimentato da un mix esplosivo di inflazione, petrolio in aumento e tensioni sui tassi di interesse. Il mercato del debito, da Stati Uniti all’Europa, ha visto i rendimenti tornare ai massimi da anni, con conseguenze immediate sulle borse. Lo spread italiano ha superato i 118 punti base, mentre i listini europei hanno registrato perdite significative, con Milano che ha chiuso a -2,12%. Il petrolio, che ha superato i 100 dollari al barile, è diventato una variabile chiave per le aspettative sui tassi, alimentando una nuova ondata di vendite.

Un mix esplosivo: inflazione, petrolio e tassi in aumento

Il mix tra inflazione in crescita, prezzi del petrolio in aumento e un ritorno della pressione sui tassi ha creato un clima di tensione senza precedenti. I rendimenti obbligazionari sono saliti alle stelle, con il Treasury decennale che ha raggiunto il 5,34%, superando il picco del 2007. In Francia, l’Oat decennale ha sfiorato il 5%, ai massimi da quasi 25 anni, mentre in Regno Unito il rendimento del gilt trentennale ha superato il 6%, un livello non visto dal 1998. Questo scenario ha spinto i mercati a ridurre l’esposizione alle scadenze più lunghe, alimentando una dinamica di correzione globale.

La pressione sui bond italiani è particolarmente forte, con il rendimento del decennale che ha raggiunto il 4,71% e lo spread con i bund tedeschi che ha toccato i 118 punti base. Questo movimento è particolarmente significativo, poiché arriva dopo mesi di miglioramento della percezione sui conti pubblici. La dinamica globale dei rendimenti rischia di cancellare rapidamente parte di quel vantaggio, con conseguenze dirette sui costi di finanziamento per Stati e imprese.

Il petrolio non è più solo un bene, ma una variabile chiave per le aspettative sui tassi.

Le borse europee in rosso: un colpo pesante per i listini

Le borse europee hanno registrato un calo significativo, con Milano che ha chiuso a -2,12%, il peggior risultato del Vecchio Continente. Londra, Parigi e Francoforte hanno visto perdite tra il -0,94% e il -1,73%, mentre Madrid ha chiuso a -2,28%. Il colpo è arrivato soprattutto dalle banche, che sono diventate bersagli principali in un mercato dominato dal rialzo dei rendimenti. Mediolanum, Mediobanca, Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno visto perdite tra il 3,6% e il 4,3%, mentre anche Fineco, Mps e Bper hanno registrato cali significativi.

La pressione sui bond italiani è particolarmente forte, con il rendimento del decennale che ha raggiunto il 4,71% e lo spread con i bund tedeschi che ha toccato i 118 punti base. Questo movimento è particolarmente significativo, poiché arriva dopo mesi di miglioramento della percezione sui conti pubblici. La dinamica globale dei rendimenti rischia di cancellare rapidamente parte di quel vantaggio, con conseguenze dirette sui costi di finanziamento per Stati e imprese.

Il governo dovrà collocare 340 miliardi di euro di nuovo debito, con costi degli interessi attesi a 91,2 miliardi.

La Francia, in particolare, si trova in una situazione di tensione tra politica e finanza. Il governo dovrà presentare un bilancio 2027 che prevede tagli e aumenti di imposte per ridurre il deficit, ma il fabbisogno di nuovo debito è enorme, con circa 340 miliardi di euro da collocare. Il costo degli interessi è atteso a 91,2 miliardi, proprio mentre il rendimento dell’Oat decennale ha sfiorato il 5%, ai massimi da quasi 25 anni. La contestazione sociale, alimentata da proteste dei liceali contro tagli e condizioni delle scuole, complica ulteriormente la situazione, con 356 licei interessati dai blocchi.

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