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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Esteri

Sfruttamento di badanti georgiane, sgominato gruppo che operava in clandestinità

Operazione delle finanze: 29 arresti per sfruttamento e immigrazione clandestina di donne georgiane.

Un gruppo criminale è stato sgominato per aver sfruttato donne georgiane come badanti in modo clandestino, eludendo i limiti imposti dal decreto flussi. L’operazione, condotta dalle finanze, ha portato a 29 arresti, 101 denunce e 95 perquisizioni in diverse città. Le donne, reclutate in Georgia, venivano introdotte in Italia con la promessa di un lavoro dignitoso, ma poi sfruttate e spostate da casa a casa, spesso cambiando regione. Il gruppo, attivo soprattutto in Alto Adige, ha contraffatto documenti per farle apparire cittadine comunitarie, pur essendo la Georgia non membro dell’Unione europea.

sfruttamento lavorativo e immigrazione clandestina

Le indagini, coordinate dal procuratore Igor Secco, hanno rivelato un sistema ben collaudato per eludere le normative. Il gruppo, guidato da due cittadine georgiane, reclutava donne in cerca di lavoro e le faceva entrare in Italia clandestinamente. Le donne venivano sistemate in abitazioni messe a disposizione da un cittadino italiano, organico al gruppo, e poi collocate in famiglie che cercavano collaboratrici domestiche. Il meccanismo si basava su documenti falsi, ottenuti alterando dati anagrafici e fabbricando codici fiscali. Le badanti, spesso private dei propri documenti, venivano sfruttate senza alcun diritto o protezione.

Il gruppo ha sfruttato la mancanza di regolamentazione per il reclutamento di stranieri in determinate regioni, sfruttando la vulnerabilità di donne in cerca di lavoro. Le donne georgiane, spesso senza conoscenza della lingua italiana, venivano sottoposte a condizioni di lavoro estenuanti e senza contratti. Le indagini hanno evidenziato come il gruppo abusasse della fiducia delle famiglie che cercavano collaboratrici domestiche, sfruttando la loro necessità di lavoro.

operazione su larga scala e coinvolgimento di diverse regioni

Le perquisizioni hanno interessato Bolzano, Trento, Udine, Crotone, Reggio Emilia, Reggio Calabria, Gorizia, Pordenone, Pisa e Bologna. L’operazione, condotta da 220 militari, ha portato a un numero elevato di arresti e denunce, dimostrando l’estensione del fenomeno. Il gruppo è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di sfruttamento lavorativo di cittadine straniere. La Georgia, non membro dell’UE, ha ottenuto lo status di candidato nel 2023, ma non è stato sufficiente a bloccare il traffico di lavoro illegale. La maxi inchiesta ha dimostrato come il sfruttamento delle donne georgiane non sia un fenomeno isolato, ma parte di una rete criminale ben strutturata. L’operazione ha portato a un arresto di 29 persone, con l’obiettivo di mettere fine a un sistema che ha sfruttato la vulnerabilità di donne in cerca di lavoro. La guardia di finanza ha sottolineato l’importanza di controllare i canali di reclutamento e di garantire diritti e sicurezza a chi cerca lavoro in Italia.

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