L’Ucei, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha espresso preoccupazione per la crescente paura che i giovani ebrei vivono nel quotidiano. La presidente Livia Ottolenghi ha sottolineato come oggi, più che mai, i giovani si sentano in pericolo per il solo fatto di indossare una kippà o di mostrare un simbolo come la Stella di Davide. L’organizzazione ha ribadito l’importanza di vivere a testa alta, fieri della propria identità e della propria storia. La situazione, aggravata dall’antisemitismo sdoganato e non più mascherato da altre visioni, ha reso necessario un impegno forte per difendere i valori ebraici.
Un aumento dell’antisemitismo e la discriminazione nei luoghi di formazione
La presidente dell’Ucei ha spiegato come l’antisemitismo sia diventato un fenomeno diffuso e non più nascosto, con conseguenze dirette sui giovani. “Oggi si sentono in pericolo per il solo fatto di indossare una kippà per strada o una catenina con la Stella di Davide”, ha detto Ottolenghi. Inoltre, i giovani rischiano di essere discriminati anche nei luoghi di formazione, come scuole e università. Questo scenario ha reso necessario un impegno concreto per proteggere la loro identità e i loro diritti. Non dobbiamo nascondere la nostra identità. La presidente ha ribadito che è fondamentale vivere a testa alta, fieri della propria storia, della propria cultura e dei propri valori. “Vivere a testa alta, fieri della nostra storia, della nostra cultura e dei nostri valori: ce lo impone il 7 ottobre”, ha aggiunto. L’Ucei ha sottolineato come la comunità ebraica non debba fare passi indietro per paura, ma anzi, dobbia difendere la propria identità con forza.
La memoria e la lotta contro le visioni distorte
La commemorazione del 7 ottobre 2023 e dell’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982 ha rappresentato un momento di riflessione e di riconferma dell’orgoglio ebraico. “Oggi più che mai, dobbiamo recuperare e rivendicare il nostro orgoglio di essere ebrei”, ha sottolineato la presidente. L’Ucei ha anche ricordato come, nonostante le tensioni, ci siano ancora persone che apprezzano e amano i valori ebraici. “Per quello che siamo, appunto, e non per quello che dovremo essere in visioni distorte da una parte e dall’altra”, ha aggiunto Ottolenghi.
Ed è caduto qualsiasi tabù sull’antisemitismo. Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha condiviso le preoccupazioni, sottolineando come l’antisemitismo sia diventato un fenomeno diffuso e come molte relazioni personali siano state danneggiate. “Ognuno di noi può raccontare di quante amicizie personali siano finite in questi ultimi mesi, quanto sia difficile mantenere relazioni rispettose a tutti i livelli”, ha detto. Tuttavia, il rabbino ha anche ricordato che, nonostante l’isolamento, ci sono ancora persone che sostengono e apprezzano la comunità ebraica.
- La presidente dell’Ucei Livia Ottolenghi ha denunciato un aumento dell’antisemitismo e la paura dei giovani ebrei.
- La comunità ebraica si sente in pericolo per il solo fatto di mostrare simboli della propria identità.
- La commemorazione del 7 ottobre 2023 ha rappresentato un momento di riflessione e di riconferma dell’orgoglio ebraico.



