Secondo l’analisi di Unioncamere e del suo Centro Studi Tagliacarne, il 70% delle imprese italiane teme l’effetto del caro energia, mentre solo il 22% investe in Intelligenza Artificiale entro il 2028. Le aziende restano comunque positive sul prossimo futuro, nonostante le tensioni internazionali e l’instabilità dei mercati. Il campione di circa 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi ha rivelato una fiducia sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni, dopo la flessione registrata nel 2022 a seguito della guerra russo-ucraina.
Le imprese guidate da giovani mostrano maggiore fiducia
Un orientamento che si conferma anche per le previsioni del 2027, il 25,9% delle aziende stima un incremento del giro d’affari, il 20,6% delle esportazioni e il 13% degli occupati. Le imprese guidate dai giovani, in particolare, si mostrano più ottimiste: per il 2026, il 37,6% stima una crescita del fatturato, il 34,8% delle vendite all’estero e il 24,3% dell’occupazione. Questo dato suggerisce una maggiore adattabilità e una visione più lungimirante da parte dei leader più giovani. Il 20% delle aziende stima un calo del business nel 2026, mentre aumenta l’incertezza nel 2027. Tuttavia, la base imprenditoriale si sta mostrando resiliente: il 27,5% delle imprese si attende per quest’anno di chiudere il giro d’affari con un segno più rispetto al 2025, oltre la metà delle imprese punta a confermare il proprio fatturato.
Investimenti in digitale e sostenibilità
Nonostante le preoccupazioni per i costi energetici, le imprese continuano a investire nel digitale, in particolare nell’Intelligenza Artificiale. Il 21,8% delle aziende ha già realizzato investimenti in IA tra il 2023 e il 2025 o intende farlo nel prossimo triennio. Inoltre, il 36,1% delle imprese ha in programma di realizzare investimenti green, soprattutto per il risparmio energetico, con una scelta che coniuga sostenibilità e competitività.
La fiducia degli imprenditori si è mantenuta negli ultimi tre anni sostanzialmente stabile, nonostante l’incertezza. Il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha sottolineato che le imprese sembrano aver imparato a convivere con la situazione di incertezza permanente del quadro internazionale, reagendo con maggiore rapidità e adattando le proprie strategie a uno scenario in continua evoluzione. Il 27,5% delle imprese si attende una crescita del fatturato del 3% nel 2026, il 19,8% un aumento dell’export e il 15,8% dell’occupazione. Il 25,9% delle aziende stima un incremento del giro d’affari per il 2027, il 20,6% delle esportazioni e il 13% degli occupati. Il 21,8% delle aziende ha già investito in IA o intende farlo nel prossimo triennio.
- Il 27,5% delle imprese si attende una crescita del fatturato del 3% nel 2026.
- Il 21,8% delle aziende ha già investito in IA o intende farlo nel prossimo triennio.
- Il 36,1% delle imprese ha in programma di realizzare investimenti green.
La situazione rimane complessa, ma le imprese continuano a cercare vie di uscita e adattamenti per sopravvivere e crescere nel mercato. La fiducia, sebbene non del tutto stabile, rimane un elemento chiave per il futuro dell’economia italiana.



