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giovedì 8 Ottobre 2026

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Aristide Polla, commesso di Porte di Rendena, ha completato 650 km in 195 ore con le gambe come blocchi di marmo

Commesso di Trentino ha completato SwissPeaks Odyssey in 195 ore, 650 km e 44mila metri di dislivello

Un commesso di Porte di Rendena ha corso 650 km in 195 ore

Aristide Polla, un commesso di Porte di Rendena in Trentino, ha completato la SwissPeaks Odyssey, una delle prove di ultra trail più dure al mondo. L’impresa, che ha richiesto 650 chilometri, 44mila metri di dislivello e 195 ore di gara, è stata realizzata con la testardaggine di chi sceglie di alzare l’asticella un passo alla volta. Polla, classe 1975, ha spiegato che la sua motivazione non è solo sportiva, ma personale: “Sono il primo avversario di me stesso”.

La fatica e la solitudine dei sentieri

La sua storia è una testimonianza di dedizione e sacrificio. Ogni giorno, alle 3:30 del mattino, Polla si alzava per correre due ore prima di andare al lavoro in ferramenta. “Le gambe erano due blocchi di marmo, piangevo dal male”, ha raccontato. La fatica non è solo fisica, ma anche emotiva: “Quando si macinano così tanti chilometri a contatto con la natura si arriva a un livello spirituale quasi primordiale, altrimenti irraggiungibile”.

Una ricerca personale tra fatica e spirito

L’ultra trail, per Polla, è diventato molto più di uno sport. È una ricerca personale che passa attraverso la fatica, la solitudine dei sentieri e quei momenti in cui il corpo sembra chiedere di fermarsi. “Lì ho visto uno scorcio favoloso”, ha detto parlando del momento più forte provato sul colle della Forclaz, davanti alla vista di un ghiacciaio. La sensazione di connessione con la natura e con se stesso è diventata parte integrante del suo percorso.

Un equilibrio tra lavoro, famiglia e passione

Polla ha spiegato che non c’è vero e proprio professionismo dietro questa storia, ma la testardaggine di chi ha scelto di alzare l’asticella un passo alla volta. “Di solito corro con uno zaino pesante fino a 10 chili per mettere forza sulle gambe, mentre due volte alla settimana uso i pesi”. L’equilibrio tra lavoro, famiglia e passione è stato un compito difficile: “In mezzo ci sono anche i sacrifici, soprattutto il tempo sottratto alla famiglia”. La famiglia è il suo primo sostegno La moglie Eva e i figli Angelica e Gabriele sono stati i suoi primi tifosi. “Con la moglie ho condiviso gli ultimi 500 metri della SwissPeaks Odyssey: è stato un momento magico”, ha raccontato. AI figli, Polla vorrebbe lasciare soprattutto una lezione: per raggiungere un obiettivo bisogna essere disposti a fare fatica. “Per me non conta il risultato finale, ma quanto mi sento soddisfatto di me stesso”.

  • 650 km
  • 44mila metri di dislivello
  • 195 ore di gara

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