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giovedì 8 Ottobre 2026

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Autotrasportatori siciliani fermano attività per cinque giorni per il caro carburante

Autotrasportatori siciliani fermano attività per cinque giorni per il caro carburante

La protesta degli autotrasportatori siciliani si fa sempre più concreta. A causa del caro carburante, i trasportatori hanno deciso di fermare le attività per cinque giorni, dal 16 al 20 ottobre 2026, come annunciato dall’Associazione Italiana Autotrasportatori Siciliani. L’azione, che include la sospensione del carico e scarico di merci nei porti principali dell’isola, nasce da un’insoddisfazione verso il Governo, che i trasportatori considerano incapace di trovare soluzioni ai loro problemi. La decisione è stata annunciata ufficialmente da Salvatore Bella, segretario del Comitato e presidente dell’associazione, che ha sottolineato la necessità di certezze e risorse finanziarie concrete per sostenere le imprese in difficoltà.

Protesta per mancanza di risposte governative

La protesta, che si svolgerà senza blocchi stradali né presidi, è motivata da un senso di frustrazione per la mancanza di risposte da parte del governo. Salvatore Bella ha dichiarato che l’associazione ha dato piena disponibilità a partecipare al tavolo di concertazione che intende istituire il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, On.le Adolfo Urso, ma che oggi hanno bisogno di certezze e non più di chiacchiere. L’obiettivo è ottenere almeno un miliardo di euro per fronteggiare l’emergenza causata dal caro carburante. I trasportatori sottolineano che non possono ribaltare i costi del gasolio sulla committenza, in particolare nel settore agricolo, che si trova in gravi difficoltà.

La mancanza di risposte concrete ha spinto i trasportatori a prendere questa decisione estrema.

Disagio per la GDO e i mercati ortofrutticoli

La decisione di fermare le attività ha conseguenze dirette anche per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e i mercati ortofrutticoli, che dispongono di appena due giorni di autonomia prima del rischio di scaffali vuoti. I trasportatori sono rammaricati per i disagi che questa situazione causerà, ma sottolineano che la responsabilità non è loro, ma dell’esecutivo, che non ha trovato una soluzione ai problemi della categoria. Inoltre, i trasportatori chiariscono che la loro azione è del tutto indipendente dalle mobilitazioni di agricoltori e pescatori, per evitare strumentalizzazioni o confusioni.

La protesta non è legata a quelle di altri settori, ma è volta a difendere specifiche rivendicazioni.

La protesta, che si svolgerà con una conferenza stampa il 17 ottobre al porto di Palermo, potrebbe proseguire ad oltranza in assenza di risposte concrete. I trasportatori hanno anche precisato che non saranno effettuati blocchi stradali e che tutte le informazioni ufficiali saranno diramate esclusivamente dal segretario Salvatore Bella, coordinatore dell’intera vertenza in atto in Sicilia.

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