La protesta degli autotrasportatori siciliani si fa sempre più concreta. A causa del caro carburante, i trasportatori hanno deciso di fermare le attività per cinque giorni, dal 16 al 20 ottobre 2026, come annunciato dall’Associazione Italiana Autotrasportatori Siciliani. L’azione, che include la sospensione del carico e scarico di merci nei porti principali dell’isola, nasce da un’insoddisfazione verso il Governo, che i trasportatori considerano incapace di trovare soluzioni ai loro problemi. La decisione è stata annunciata ufficialmente da Salvatore Bella, segretario del Comitato e presidente dell’associazione, che ha sottolineato la necessità di certezze e risorse finanziarie concrete per sostenere le imprese in difficoltà.
Protesta per mancanza di risposte governative
La protesta, che si svolgerà senza blocchi stradali né presidi, è motivata da un senso di frustrazione per la mancanza di risposte da parte del governo. Salvatore Bella ha dichiarato che l’associazione ha dato piena disponibilità a partecipare al tavolo di concertazione che intende istituire il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, On.le Adolfo Urso, ma che oggi hanno bisogno di certezze e non più di chiacchiere. L’obiettivo è ottenere almeno un miliardo di euro per fronteggiare l’emergenza causata dal caro carburante. I trasportatori sottolineano che non possono ribaltare i costi del gasolio sulla committenza, in particolare nel settore agricolo, che si trova in gravi difficoltà.
La mancanza di risposte concrete ha spinto i trasportatori a prendere questa decisione estrema.
Disagio per la GDO e i mercati ortofrutticoli
La decisione di fermare le attività ha conseguenze dirette anche per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e i mercati ortofrutticoli, che dispongono di appena due giorni di autonomia prima del rischio di scaffali vuoti. I trasportatori sono rammaricati per i disagi che questa situazione causerà, ma sottolineano che la responsabilità non è loro, ma dell’esecutivo, che non ha trovato una soluzione ai problemi della categoria. Inoltre, i trasportatori chiariscono che la loro azione è del tutto indipendente dalle mobilitazioni di agricoltori e pescatori, per evitare strumentalizzazioni o confusioni.
La protesta non è legata a quelle di altri settori, ma è volta a difendere specifiche rivendicazioni.
La protesta, che si svolgerà con una conferenza stampa il 17 ottobre al porto di Palermo, potrebbe proseguire ad oltranza in assenza di risposte concrete. I trasportatori hanno anche precisato che non saranno effettuati blocchi stradali e che tutte le informazioni ufficiali saranno diramate esclusivamente dal segretario Salvatore Bella, coordinatore dell’intera vertenza in atto in Sicilia.



