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giovedì 8 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Enrico Angelucci, imprenditore e amante della montagna, trovato morto in alta quota

Enrico Angelucci, imprenditore originario di Foligno, trovato morto in alta quota dopo un’escursione in solitaria.

Enrico Angelucci, originario di Foligno in Umbria, era un uomo che viveva la vita con passione e determinazione. NATO in una terra di tradizioni e storia, aveva scelto di costruirsi un futuro lontano da casa, iniziando da zero e con il lavoro di cameriere. Dopo aver studiato neurobiologia e biologia molecolare a Berkeley, aveva portato a casa le sue conoscenze e le aveva trasformate in successo. Fondò la Kemtec, un’azienda attiva nel settore dei prodotti chimici con sede a Milano. La sua carriera lo portò a viaggiare spesso, ma la montagna rimase sempre un’ossessione. «Avevamo ancora così tante cose da fare assieme», aveva detto a tavola poco prima di partire per l’escursione.

Un’ultima escursione in solitaria

La sera prima del drammatico episodio, Enrico aveva cenato con la famiglia. A tavola, aveva parlato di montagna e di incidenti che possono verificarsi in quota, anche per chi è esperto. «Non preoccupatevi, sarò prudente», aveva detto ai suoi cari. E lo era stato: aveva scelto il sentiero meno rischioso, evitando aree a rischio frane, e aveva lasciato una traccia GPS per permettere alla moglie Assunta Grosso di seguirne i movimenti. Ma nonostante le precauzioni, il 63enne è stato trovato morto in un ghiaione della Tofana di Dentro, a circa settanta metri dal sentiero.

La sua scomparsa ha scosso la comunità e ha lasciato un vuoto enorme nella sua famiglia. «Sono tanti i ricordi che ci lascia», ha detto il figlio Nicola, che lo ha accompagnato a Cortina per le pratiche del funerale. La famiglia, composta da parenti tra cui la consigliera provinciale Paola Chies, racconta che Enrico era sempre attento ai rischi, ma nonostante ciò, l’incidente è avvenuto. «Mi ha insegnato tanto, prima di tutto la correttezza, ma avrebbe potuto insegnarmi di più», ha aggiunto Nicola.

Un legame profondo con la famiglia

Enrico Angelucci non era solo un imprenditore, ma anche un padre e un marito. La sua casa era a Ogliano, dove aveva conosciuto e sposato Assunta Grosso, con la quale si era innamorato in poco tempo. La montagna era un luogo speciale per lui, dove aveva trovato l’amore e la passione. «Avevamo ancora così tante cose da fare assieme», ha detto il figlio Nicola, che lo ha accompagnato a Cortina per le pratiche del funerale. La famiglia, composta da parenti tra cui la consigliera provinciale Paola Chies, racconta che Enrico era sempre attento ai rischi, ma nonostante ciò, l’incidente è avvenuto.

La sua scomparsa ha scosso la comunità e ha lasciato un vuoto enorme nella sua famiglia. «Sono tanti i ricordi che ci lascia», ha detto il figlio Nicola, che lo ha accompagnato a Cortina per le pratiche del funerale. La famiglia, composta da parenti tra cui la consigliera provinciale Paola Chies, racconta che Enrico era sempre attento ai rischi, ma nonostante ciò, l’incidente è avvenuto. «Era una grande mente e una buona anima. Sempre leale, onesto e generoso», ha aggiunto Nicola.

Enrico Angelucci era un uomo di grande energia e voglia di fare. Notato come “tuttologo” per la sua vasta conoscenza, era un uomo di grande passione e dedizione. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme nella sua famiglia e nella comunità. La sua vita, costruita da zero e con la determinazione, è un esempio di forza e resilienza. «Non siamo pronti, né mai lo saremo, a una tragedia così immane», ha detto Nicola, che ha anche ricordato come il padre fosse un uomo generoso, leale e onesto.

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