Dal 15 al 25 ottobre 2026, Torino ospita Graphic Days, il festival internazionale dedicato alla comunicazione visiva e al social design, giunto alla sua undicesima edizione. L’evento si svolge a Barriera di Milano, nel quartiere occupato dai Cantieri del Gruppo Building, in via Antonio Banfo. Il festival, gratuito e aperto a tutti, propone un programma ricco di mostre, talk, workshop, performance e attività per scuole, famiglie e professionisti. Il tema centrale del festival è il “disordine”, inteso come processo creativo aperto e imprevedibile, che mette in discussione sistemi e gerarchie e favorisce la costruzione di modelli aperti e dinamici.
Disordine come processo creativo
Il concetto di disordine, spiegano i direttori creativi del festival Ilaria Reposo e Fabio Guida, non è inteso come caos, ma come condizione generativa che apre nuove prospettive. Il linguaggio visivo diventa lo strumento con cui esprimere energia o raccontare la complessità della condizione umana, mettendo in evidenza lo stretto legame tra ordine e disordine. Il festival, che si svolge in un quartiere multietnico e in continua evoluzione, cerca di stimolare percorsi di rigenerazione urbana e di promuovere nuovi utilizzi degli spazi.
Il disordine del cantiere è il momento in cui un luogo ha smesso di essere ciò che era e non è ancora ciò che diventerà.
Per questo è anche il momento più giusto per aprirlo alla città, alle sue energie creative e alle comunità che animano Barriera. Il festival si svolge in un quartiere in continua evoluzione, usando il disordine come occasione per attraversare linguaggi, luoghi e comunità differenti, facendo del progetto visivo uno strumento per osservare il presente, sperimentare e costruire nuove connessioni.
Un programma ricco e diversificato
Il programma di Graphic Days 2026 include 19 mostre, oltre 60 ospiti internazionali, talk, workshop, Tips & Tricks, performance, dj set, live printing, portfolio review, attività per le scuole e le famiglie, una mostra mercato e appuntamenti diffusi in città. Tra i progetti, Giorgia Lupi porta a Torino “L’umanesimo dei dati”, dedicato al Data Humanism e a un modo di progettare l’informazione che restituisce centralità alle persone e al contesto. Altre esposizioni includono “Never ever be predictable”, che attraversa la ricerca grafica di Quim Marin, e “Newschøøl of pø5ter”, realizzata con la Polish Graphic Design Association, che esplora la scena indipendente e il clubbing polacco. Il festival si arricchisce anche con la lettura della grafica italiana proposta da RIFLESSI e i progetti under 30 di Neologia.
Il festival si svolge in un quartiere in continua evoluzione, usando il disordine come occasione per attraversare linguaggi, luoghi e comunità differenti.
Accanto ai Design Talks, una serie di incontri gratuiti amplia lo sguardo. Il 17 ottobre alle 14.00 si svolge la premiazione della sesta edizione di Neologia, mentre il 19 ottobre, alle 16.30, durante “Il valore del colore nel progetto grafico FEDRIGONI”, si esplora il colore come elemento attivo del progetto visivo contemporaneo. Il 20 ottobre, alle 16.00, “Oltre la superficie” esplora il colore tra progetto, persone e spazi, organizzato da PPG Architectural Coatings Italy con Graphic Days e dedicato al colore come strumento di rigenerazione urbana.
Durante la settimana, il festival si apre alle scuole, dalla primaria all’università, attraverso visite guidate, workshop e conferenze. Nei weekend, il programma dedica attività specifiche anche a bambini, bambine e famiglie. Il 25 ottobre, dalle 10 alle 19, via Banfo compreso tra via Cervino e via Valprato si trasforma in un grande playground aperto a tutti: mostre, laboratori, giochi, installazioni e attività creative gratuite portano il festival direttamente nello spazio pubblico. Alle 18, una grande parata collettiva conclude il percorso, facendo della strada un luogo di incontro, gioco e condivisione. Il 22 e 23 ottobre, In The City porta Graphic Days negli studi e negli spazi creativi torinesi con 24 appuntamenti tra open studio, mostre, workshop, performance e incontri, costruendo un itinerario diffuso per conoscere da vicino la scena creativa della città.



