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giovedì 8 Ottobre 2026

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Lutz Klinkhammer: «AfD non è neonazista, ma la storia non è più un tabù»

Lutz Klinkhammer analizza il ruolo della memoria storica in Germania e il rapporto con il partito estremista AfD.

Lutz Klinkhammer, storico vicedirettore dell’Istituto germanico di Roma, ha espresso la sua opinione su come la memoria storica in Germania si confronti con il crescente successo del partito estremista Alternativa per la Germania (AfD). Secondo Klinkhammer, la storia non è più un tabù per i tedeschi, ma il dibattito su come interpretarla e utilizzarla è sempre più acceso. La memoria dei crimini nazisti, pur essendo un elemento centrale della cultura nazionale, è stata spesso accompagnata da un’oblio e una rimozione, che ha permesso a ideologie estreme di trovare spazio nel dibattito pubblico.

La cultura della memoria, che ha radici nella società civile e non solo nei governi, rappresenta un elemento di impegno civile. Tuttavia, per Klinkhammer, questa cultura è percepita come un ostacolo per il progetto politico dell’AfD. Il partito, che ha conquistato elettori attraverso una campagna basata su un sentimento di identità “tedesca” e slogan populisti contro i vertici governativi, si presenta come una voce alternativa per chi si sente rappresentato in modo insufficiente dai partiti tradizionali.

Le analogie e le differenze con il nazismo

Le proposte di AfD non sono totalmente sovrapponibili a quelle del regime nazista, ma esistono diverse analogie. Ad esempio, la remigrazione, l’uso della forza militare per risolvere conflitti e l’indebolimento del diritto internazionale sono temi che, sebbene non identici, possono essere interpretati come una forma di retorica nazionalista. Klinkhammer sottolinea che il linguaggio estremista si è progressivamente normalizzato, e i social media hanno ulteriore contribuito a questa normalizzazione, permettendo la diffusione di teorie del complotto e di informazioni non verificate.

La storiografia, in questo contesto, svolge un ruolo cruciale. Sebbene abbia contribuito a far emergere la dimensione dei crimini nazionalsocialisti, essa può anche diventare scomoda quando si cerca di sviluppare una nuova narrazione tesa all’orgoglio nazionale. Klinkhammer riferisce che il tentativo di spostare i confini del dicibile ha portato a una forma di rimozione, in cui le persone non vogliono più confrontarsi con quel periodo storico. Tuttavia, la storiografia serve anche a criticare e a delegittimare determinate pretese, a decostruire miti e a riaffermare i valori democratici.

Un dibattito che non si conclude

La cultura della memoria, sebbene controversa, è sempre stata un tema di dibattito in Germania. Klinkhammer osserva che il successo dell’AfD rappresenta un chiaro attacco alle politiche della memoria, ma non necessariamente un fallimento. La memoria delle vittime del nazionalsocialismo svolge una funzione di educazione civica, contribuendo a plasmare l’identità politica e storica della Germania. Tuttavia, il dibattito non si conclude, e la sfida resta nel trovare un equilibrio tra memoria e identità, tra passato e presente. La memoria non è mai un tabù, ma un dibattito in continuo movimento. La cultura della memoria, sebbene controversa, è sempre stata un tema di dibattito in Germania. Klinkhammer sottolinea che il successo dell’AfD rappresenta un chiaro attacco alle politiche della memoria, ma non necessariamente un fallimento. La storiografia serve a riaffermare i valori democratici e a decostruire miti. Sebbene abbia contribuito a far emergere la dimensione dei crimini nazionalsocialisti, essa può anche diventare scomoda quando si cerca di sviluppare una nuova narrazione tesa all’orgoglio nazionale.

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