Il quartiere di Chinatown a Milano si trova al centro di un dibattito acceso sulla realizzazione del ‘Paifang’, il tipico portale cinese che, in molte città del mondo, segna l’ingresso dei quartieri asiatici. Il Comune ha lanciato un bando per la costruzione dell’opera, in scadenza il 16 novembre, ma molti residenti si oppongono al progetto, sostenuti dall’Associazione Vivisarpi. La comunità si sente inascoltata e teme che il portale possa delimitare il quartiere, creando una comunità chiusa in una città che si presenta come aperta al mondo.
Un progetto senza consulto
L’Amministrazione comunale ha avviato un bando per la realizzazione del Paifang, ma non ha ritenuto opportuno effettuare un sondaggio per capire le opinioni dei residenti. L’associazione Vivisarpi, che rappresenta molti abitanti del quartiere, ha lanciato una raccolta firme contro l’opera, raccogliendo supporto anche da negozianti e residenti. La petizione, che ha visto la partecipazione attiva nel weekend di settembre e inizio ottobre, si basa su una critica al progetto, visto come anacronistico e monoetnico.
La volontà di chi vuole il Paifang è vista come un tentativo di attrarre turisti, ma i residenti sanno cosa vuol dire vivere in un quartiere con un simbolo così forte.
Un simbolo che non rappresenta la comunità
Secondo Vivisarpi, il Paifang rappresenterebbe un segno di chiusura, delimitando un territorio mentre Milano è una città aperta al mondo. L’associazione sostiene che il portale non farebbe altro che acuire i problemi di integrazione e rappresenterebbe un retaggio del passato. Inoltre, la comunità cinese a Milano è una delle più importanti d’Europa, ma solo l’8% dei residenti del quartiere appartiene a questa comunità. Per questo motivo, il portale potrebbe caratterizzare il quartiere come cinese, in un contesto in cui la diversità è un valore. La delibera approvata a luglio scorso, promossa dagli assessori Mazzei e Romani, ha definito gli indirizzi per l’avvio del bando. L’obiettivo è accogliere proposte da soggetti privati o pubblici per la progettazione e realizzazione dell’opera. Il portale dovrebbe sorgere tra via Sarpi e piazza Baiamonti, ed è pensato come un landmark simbolico per valorizzare l’identità multiculturale del quartiere.
Un dibattito che non ha fine
Chinatown si spacca a metà sull’ipotesi di realizzazione del Paifang. Mentre alcuni vedono l’opera come un simbolo di identità e inclusione, altri la considerano un elemento che potrebbe delimitare il quartiere. La comunità si sente inascoltata, e la raccolta firme rappresenta un tentativo di far sentire la voce dei residenti. L’Amministrazione comunale dovrà valutare le proposte di portale tenendo conto del coinvolgimento del territorio, ma il dibattito non sembra destinato a finire presto.



