Un studente trevigiano di 17 anni, Giovanni, ha raccontato di essere stato coinvolto in proteste e scontri a Lille, in Francia, durante le manifestazioni studentesche che hanno interessato diverse città del Paese. Le proteste, iniziate martedì scorso, hanno visto la chiusura di diversi licei e l’uso di gas lacrimogeni da parte della polizia. Giovanni, in Erasmus a Lille dal 29 agosto, ha assistito da vicino ai disordini e ha raccontato di essere finito in mezzo ai lacrimogeni, ma per fortuna ha saputo come comportarsi per evitare danni.
Manifestazioni e chiusura scuole
Le proteste, che si sono intensificate da fine settembre, hanno visto studenti bloccare i cancelli delle scuole, appiccare fuochi e scontrarsi con la polizia. Giovanni ha spiegato che il primo giorno di protesta, martedì, è stato tranquillo, ma il giorno successivo, mercoledì, si è verificato un blocco più significativo. «C’è stato di nuovo quello che qui chiamano “blocus”, uno sciopero, un’occupazione», ha raccontato ai genitori. La scuola è rimasta chiusa per diversi giorni, con le lezioni sospese fino a martedì prossimo. La sera, poi, è arrivata una mail dal liceo che annunciava la sospensione delle lezioni fino a fine settimana. Siamo stati informati che le lezioni non riprenderanno prima di martedì prossimo. Le proteste degli studenti dovrebbero continuare almeno fino al 17. I ragazzi di qua mi hanno detto che è un fenomeno che sta diventando sempre più significativo e violento. In tanti si sono equipaggiati con mascherine e appositi giubbotti.
Scontri e reazioni delle forze dell’ordine
Le manifestazioni hanno visto l’intervento della polizia e dei pompieri, che hanno cercato di disperdere i manifestanti. Giovanni ha raccontato che i ragazzi mascherati hanno appiccato fuochi e bloccato le strade, mentre alcuni studenti della sua scuola hanno protestato davanti ai cancelli. «Sono arrivati anche la polizia e i pompieri», ha spiegato. La polizia ha usato i lacrimogeni per cercare di calmare la situazione, ma alcuni studenti hanno avuto difficoltà a respirare e a vedere.
Non sono stato male perché sapevo come comportarmi in quella situazione. Giovanni ha raccontato di essere finito in mezzo ai lacrimogeni, ma ha evitato danni grazie alla sua preparazione. Mentre le proteste continuano, il giovane studente spera di poter finalmente tornare a scuola, dopo mesi di chiusura e tensioni. Le proteste, che si stanno intensificando, hanno visto l’uso di mascherine e giubbotti protettivi da parte di alcuni studenti. Giovanni, che resterà a Lille fino a gennaio, ha espresso la sua preoccupazione per la situazione, ma ha anche mostrato una certa determinazione nel fronteggiare le proteste. «Spero solo di poter finalmente tornare a scuola», ha concluso.
Le manifestazioni studentesche in Francia, che hanno visto scontri e chiusure di istituti, continuano a interessare diverse città. Giovanni ha assistito da vicino ai disordini e ha raccontato di essere stato coinvolto in scontri con la polizia. La situazione, pur tuttavia, non ha causato danni gravi al ragazzo, grazie alla sua prudenza.



