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giovedì 8 Ottobre 2026

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Politica

Ruffini lancia Più Uno: «Il campo aperto non è solo un’idea, è una scelta per l’Italia»

Ernesto Maria Ruffini presenta il partito Più Uno, che mira a riportare al voto chi diserta e a costruire un’alternativa al centrosinistra. Il progetto si basa su alleanze e priorità chiare.

Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha lanciato il partito “Più Uno”, un progetto che mira a riportare al voto chi diserta e a costruire un’alternativa al centrosinistra. Il movimento, nato come movimento civico, si è trasformato in un partito con l’obiettivo di allargare il centrosinistra senza recintarlo. Ruffini ha sottolineato che il “campo largo” non basta: serve un “campo aperto” a chi non vota, un’idea che cerca di coinvolgere tutti i cittadini, anche quelli che non si sentono rappresentati. L’obiettivo è riportare dentro chi è uscito e creare una coalizione più inclusiva.

Un’alternativa al centrosinistra

Ruffini ha chiarito che il nome “Più Uno” non significa un partito cattolico o un partito centrista, ma un’idea di unità e responsabilità. «Più Uno, perché nessuno cambia un Paese da solo e ognuno conta», ha spiegato. Il partito vuole essere un laboratorio di partecipazione civica, un’idea che si basa sulla collaborazione e sull’apertura. L’obiettivo è creare un’alternativa che non si chiude in sé stesso, ma si apre a tutti. «Chi condivide i punti fondamentali su Europa, crescita, uguaglianza, scuola, sanità e lavoro è benvenuto», ha detto Ruffini.

Le priorità del progetto sono chiare: immigrazione, fisco, sicurezza, scuola e sanità. Ruffini ha sottolineato che «poi scuola e sanità, perché sono i luoghi in cui l’uguaglianza smette di essere una parola». L’obiettivo è creare un’alternativa che non si basa solo su regole, ma su azioni concrete. Ruffini ha anche parlato del problema dell’evasione fiscale, sottolineando che dal 2015 al 2025 sono stati recuperati più di 270 miliardi. «Questi soldi non devono restare in cassa, ma devono essere usati per migliorare la vita dei cittadini», ha aggiunto.

Un’alternativa per l’Italia

Ruffini ha anche parlato della politica estera e commerciale europea comune, sottolineando che l’Italia ha bisogno di una politica che protegga l’economia. «I dazi usati come arma politica sono il segno di un mondo in cui la forza prende il posto delle regole», ha detto. L’obiettivo è creare una politica estera che non si basi solo su dazi, ma su regole e collaborazione. Ruffini ha anche parlato del sostegno a Kiev, sottolineando che l’Italia deve stare dalla parte del diritto alla resistenza dell’Ucraina. «Noi italiani dovremmo saperlo bene: resistere a un’aggressione non vuol dire scegliere la guerra contro la pace», ha detto.

Il partito “Più Uno” rappresenta un’alternativa al centrosinistra, ma non un partito di centro. Ruffini ha chiarito che il nome “Più Uno” non significa un partito cattolico o un partito centrista, ma un’idea di unità e responsabilità. L’obiettivo è creare un’alternativa che non si chiude in sé stesso, ma si apre a tutti. «Più Uno, perché nessuno cambia un Paese da solo e ognuno conta», ha spiegato Ruffini. Il partito vuole essere un laboratorio di partecipazione civica, un’idea che si basa sulla collaborazione e sull’apertura.

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