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venerdì 9 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Educazione alla sessualità, caos nelle scuole per la circolare sul consenso informato

Caos nelle scuole per la circolare sul consenso informato: sospensioni di progetti e dubbi su procedure.

Le scuole del Trentino si trovano in una situazione di caos a causa della circolare sul consenso informato, introdotta in applicazione della “legge Valditara”. L’obbligo di sottoporre al vaglio dei Consigli d’Istituto i curricula dei professionisti esterni ha creato una situazione di incertezza e confusioni, con progetti formativi con i consultori sospesi e dubbi su come procedere. Le direzioni scolastiche, spesso costrette a prendere decisioni di sospensione per evitare conflitti con le famiglie, si trovano a fronteggiare un’onere burocratico non di poco conto, che rischia di paralizzare l’offerta formativa e compromettere la prevenzione sanitaria.

Consenso informato, sospensioni e dubbi su procedure

La circolare ha introdotto un obbligo di valutazione dei professionisti esterni, inclusi gli operatori dei consultori dell’Azienda Sanitaria, che sono già certificati dal Servizio Sanitario di appartenenza. Questo ha generato un dibattito tra le scuole e i consiglieri provinciali, che hanno espresso preoccupazione per il rischio di declassare il ruolo delle istituzioni sanitarie. “Gli operatori dei consultori sono dipendenti pubblici e professionisti della salute la cui qualifica, professionalità e competenza sono già ufficialmente certificate”, spiegano i consiglieri. La sottoscrizione del consenso informato da parte delle famiglie, inoltre, ha reso impossibile per alcune scuole garantire attività didattiche alternative per gli studenti i cui genitori non lo hanno firmato.

La paralisi dell’offerta formativa è un effetto collaterale del caos burocratico.

La paralisi dell’offerta formativa

La situazione ha portato a una sostanziale paralisi dell’offerta formativa, con progetti già programmati sospesi o rimandati. “La cronica assenza di ore-insegnante e di personale a disposizione rende ingestibile l’organizzazione di lezioni parallele”, spiega una dirigente scolastica. Di conseguenza, diverse dirigenze scolastiche hanno optato per la scelta drastica di annullare del tutto i progetti formativi, pur di evitare un paralizzante carico burocratico e il rischio di contenziosi con le famiglie. La Commissione Pari Opportunità ha espresso un giudizio negativo, considerando il sistema “contrario ad un sistema nel quale il consenso delle famiglie sia obbligatorio e diventi, nei fatti, ostacolo all’accesso dei più giovani a percorsi seri e qualificati di educazione alle relazioni, al rispetto e alla prevenzione della violenza”.

Le scuole non riescono a interpretare in modo uniforme le nuove normative.

Le scuole, inoltre, si trovano a dover affrontare un’interpretazione varia da istituto a istituto, con la confusione che si diffonde tra i docenti e i dirigenti. “La confusione nelle scuole è tanta e anche l’interpretazione varia da istituto scolastico all’altro”, spiega un dirigente scolastico. La richiesta di maggiore chiarezza, in particolare con le attività che vengono portate avanti con l’Azienda sanitaria, è diventata una priorità per gli operatori scolastici. “Ci sono diversi passaggi da fare – ci spiega – per progetti che riguardano tematiche legate all’educazione alla sessualità e all’affettività. Per prima cosa, se si vuole essere coerenti con la normativa, serve che siano presenti nel progetto d’istituto e non sempre si parla esplicitamente di questi progetti.”

La situazione ha creato un clima di tensione tra scuole e istituzioni sanitarie, con un rischio concreto di ritardi e sospensioni di attività importanti per la formazione degli studenti. Mentre le scuole cercano di adattarsi alle nuove normative, la mancanza di chiarimenti continua a generare incertezza e preoccupazioni, soprattutto per le famiglie e per i ragazzi che non possono accedere a percorsi educativi essenziali.

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