L’estate 2026 si è rivelata estremamente calda e tossica, con un aumento significativo dell’inquinamento da ozono in diverse città della Lombardia. A Sondrio, ad esempio, i livelli di ozono hanno superato i limiti fissati dalla normativa europea per oltre un mese, un dato in forte aumento rispetto agli anni precedenti. La situazione, aggravata dal caldo estremo e dalla scarsa umidità, ha reso la qualità dell’aria pessima per quattro giorni su cinque in diverse città, con effetti negativi sulla salute pubblica e sull’agricoltura.
Un inquinamento in crescita
Secondo i dati di Legambiente Lombardia, i valori della concentrazione di ozono in atmosfera sono drammaticamente alti, con un aggravamento rispetto agli anni precedenti. Le città più colpite sono state Bergamo e Monza, con oltre 110 giorni di aria insalubre. A Brescia, Lecco, Milano, Varese, Cremona e Lodi i valori della media giornaliera sono stati superati per oltre 90 giorni, con un impatto significativo sulla salute dei cittadini.
La Pianura Padana è diventata un hotspot per l’inquinamento da ozono, con effetti devastanti su colture e specie vegetali. L’ozono, un gas tossico per i tessuti di tutti gli organismi viventi, causa danni alle colture agrarie e alle specie forestali, oltre ad essere un forte irritante per le mucose respiratorie e oculari. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’inquinamento da ozono è responsabile di almeno 70.000 morti premature in Europa, di cui oltre 13.000 in Italia.
Effetti del riscaldamento climatico e del metano
La normativa europea attuale permette un limite massimo di 120 mg/m3 di ozono, da non superare per più di 25 giorni l’anno. Tuttavia, in molte città lombarde, come Sondrio, i limiti sono stati superati per ben 43 giorni, un dato in forte crescita rispetto ai precedenti anni. Questo aumento è attribuito a diversi fattori, tra cui il riscaldamento climatico e l’aumento delle emissioni di metano, uno dei principali precursori dell’ozono. Il metano, in particolare, è considerato un inquinante climatico e un gas serra che contribuisce all’aumento delle temperature estive. Secondo le stime dell’IPCC, gli inquinanti climatici contribuiscono per 0,5°C-1°C all’aumento delle temperature estive in Pianura Padana, sommando gli effetti a quelli della CO2. Inoltre, il metano è la causa di almeno la metà delle concentrazioni di ozono misurate, con un impatto significativo sulla salute e sull’ambiente.
“Se l’estate 2026, come affermato da molti esperti, è solo un assaggio della crisi climatica che ci aspetta, dobbiamo prepararci a fare i conti con nuove e sempre più gravi minacce per la nostra salute causate dagli inquinanti cosiddetti climatici”, spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. Ridurre le concentrazioni di ozono richiede un grande sforzo per ridurre tutti gli inquinanti che contribuiscono a generarne, prodotti da traffico, industrie e allevamenti.



