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venerdì 9 Ottobre 2026

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Tecnologia

Raee e batterie nell’indifferenziato: rimozione possibile ma richiede investimenti significativi

L’eliminazione di Raee e batterie dai rifiuti indifferenziati richiede investimenti tra 65 e 114 milioni di euro per 60 impianti.

La rimozione di batterie esauste e piccoli Raee dal flusso dei rifiuti indifferenziati è tecnicamente realizzabile, ma richiede investimenti significativi. Secondo uno studio condotto dal Dipartimento di meccanica del Politecnico di Milano, in collaborazione con Erion Energy e Erion WEEE, l’introduzione di tecnologie per l’identificazione e la separazione automatica di questi rifiuti richiederebbe un investimento tra 1,5 e 2,9 milioni di euro per ciascun impianto, con un costo complessivo tra i 65 e i 114 milioni di euro per 60 impianti principali nel Paese. L’obiettivo è recuperare materie prime critiche, evitare rischi di incendio e migliorare la sostenibilità del trattamento dei rifiuti.

tecnologie e soluzioni per il recupero

La soluzione proposta combina sensori a raggi X e ottici, intelligenza artificiale e sistemi robotizzati, permettendo un’identificazione e separazione automatica di batterie e Raee. Queste tecnologie potrebbero rendere il processo di recupero più efficiente e sostenibile, contribuendo a un aumento del tasso di raccolta. Se le quantità attualmente gettate in errore nell’indifferenziato venissero intercettate, il tasso di raccolta dei piccoli Raee potrebbe crescere dal 17 al 37 per cento, mentre quello delle batterie portatili potrebbe passare dal 25 al 52 per cento.

Il caso di riferimento dell’impianto di Ecologia Viterbo ha dimostrato la fattibilità di tali interventi. L’impianto, uno dei principali operatori del trattamento del rifiuto urbano residuo nel Centro Italia, ha simulato l’integrazione di tecnologie basate su sistemi di apertura sacchi, scanner a raggi X e robot per l’identificazione e la separazione automatica. L’implementazione di queste soluzioni potrebbe permettere il recupero di oltre 57.600 tonnellate di Raee e circa 3.300 tonnellate di batterie esauste, altrimenti destinate a discariche o inceneritori.

obblighi normativi e incentivi pubblici

Sebbene l’investimento richiesto sia elevato, lo studio sottolinea che il libero mercato da solo non è sufficiente a guidare l’adozione di queste tecnologie. L’autore del lavoro, Marcello Colledani, spiega che “la crescente presenza di batterie nei rifiuti indifferenziati impone una nuova sfida: sviluppare tecnologie capaci di riconoscerle e separarle automaticamente, trasformando un problema ambientale in un’opportunità di recupero e valorizzazione”. Per rendere sostenibile l’introduzione di queste tecnologie, sono necessari strumenti normativi adeguati.

Un primo strumento potrebbe essere rappresentato da incentivi pubblici diretti per favorire l’installazione delle nuove tecnologie. Tuttavia, si corre il rischio di realizzare impianti spot funzionanti solo nominalmente. Più efficace sarebbe l’introduzione di un obbligo normativo, che preveda l’intercettazione di batterie esauste e piccoli Raee in tutti gli impianti di trattamento meccanico biologico. Questo approccio garantirebbe condizioni omogenee tra gli operatori, evitando distorsioni competitive e favorendo una diffusione capillare delle tecnologie sul territorio nazionale.

Nonostante l’importanza dell’investimento, il quadro tariffario attuale della gestione dei rifiuti indifferenziati non genera ricavi sufficienti a coprire autonomamente l’ammortamento. Per questo motivo, lo studio evidenzia la necessità di strumenti di policy coerenti con una visione strategica del settore. L’introduzione di obblighi normativi potrebbe consentire al Paese di fare importanti passi in avanti nel riciclo delle materie prime critiche, contribuendo a un sistema più sostenibile e efficiente. La priorità resta promuovere comportamenti corretti da parte dei cittadini e rendere sempre più capillari e accessibili i punti di raccolta. L’efficacia di un obbligo normativo per incentivare la raccolta è sottolineata da Giorgio Arienti, Direttore generale di Erion WEEE, che evidenzia come il mondo dei rifiuti abbia bisogno di una visione strategica e di strumenti di policy coerenti con questa visione.

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