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venerdì 9 Ottobre 2026

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Cultura

Stefania Rocca: “Le martiri mancanti sono quelle che non vengono mai nominate”

Stefania Rocca parla del film “L’ora di tutti” e delle donne invisibili nella storia.

Stefania Rocca, attrice e regista, ha presentato il suo primo lavoro dietro la macchina da presa, “L’ora di tutti”, in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Il film, basato sul romanzo omonimo di Maria Corti, racconta una storia che unisce passato e presente, esplorando il tema del coraggio e delle scelte difficili. Rocca ha sottolineato come le donne siano spesso invisibili nella storia, definendole “martiri mancanti”, quelle che non vengono mai nominate. Questo concetto si riflette nel film, che si ispira al sacco di Otranto del 1480, dove le donne combatterono senza armi, ma non furono mai riconosciute.

Un film che parla di scelte e coraggio

Il film, che mescola epoche e linguaggi diversi, si concentra su una donna che sfida la comunità in cui vive. La protagonista, Idrusa, rappresenta una figura di resistenza, simbolo di quelle donne che, nel quotidiano e nella collettività, fanno battaglie senza essere riconosciute. Rocca ha spiegato che il film è molto contemporaneo, visto il contesto attuale, in cui le scelte sono sempre più complesse e le persone si trovano a dover decidere, anche se non sempre sono pronte a farlo. “L’ora di tutti è quella in cui siamo chiamati necessariamente a scegliere, perché quella scelta ci definirà”.

La regia come sfida e coraggio

La regia, per Rocca, non è solo un lavoro, ma un atto di coraggio. Ha sottolineato che il coraggio significa credere in un’idea e portarla avanti, diventando una guerriera. Questo concetto si riflette anche nella sua storia personale, quando ha deciso di diventare attrice. Il padre, all’epoca, le disse: “sei matta?”. Rocca ha raccontato che questa scelta, pur difficile, è stata la sua via. Ora, con il film, ha scelto un’altra sfida: quella di dirigere, un ruolo che ha sempre visto come un’opportunità, non un’alternativa.

Il film è dedicato alle “martiri mancanti”, un concetto che Rocca ha già esplorato in precedenti lavori teatrali, come “La madre di Eva”, basato sul romanzo di Silvia Ferreri. In quel lavoro, ha raccontato la storia di una madre che affronta la transizione di genere della figlia. Questo tema, che unisce la lotta per l’identità e la resistenza, è presente anche in “L’ora di tutti”, dove la protagonista si confronta con un mondo che non la riconosce.

Rocca ha anche parlato della scarsa presenza delle registe nei festival cinematografici. Ha sottolineato che, nonostante ci siano molte donne talentuose, è difficile raggiungere certi traguardi. Il suo film è autoprodotto, e questo ha reso evidente le sfide che le donne devono affrontare. Tuttavia, ha espresso fiducia nel talento femminile e ha sottolineato che i film dovrebbero essere selezionati in base alla qualità, non al genere del regista. Il film è stato visto da registi famosi come Alessandro Baricco, Carlo Verdone e Gabriele Salvatores, che hanno espresso apprezzamento e sostegno. Rocca ha ringraziato chi le è stato vicino nel suo percorso, sottolineando che la bellezza del mestiere è che non si fa mai da soli. “Sono riconoscente per il percorso fatto, anche attraverso le persone che mi sono state accanto”.

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