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sabato 10 Ottobre 2026

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Massimo Ranieri celebra gli anni Sessanta, ‘oggi non si fanno più canzoni’

Massimo Ranieri celebra la musica degli anni Sessanta e critica la produzione moderna, con un nuovo brano in scaletta.

Massimo Ranieri ha rilanciato la musica degli anni Sessanta, sottolineando come oggi non si fanno più canzoni come un tempo. L’artista, in un’intervista, ha espresso una profonda nostalgia per il passato, sottolineando come le canzoni moderne siano spesso create con l’intelligenza artificiale o sembrino fatte con l’IA, a parte alcune rare eccezioni. La sua nuova canzone, “Il giorno prima”, scritta e cucita addosso a lui da Niccolò Verrienti e Carlo Verrienti, con produzione di Gino Vannelli, entrerà ufficialmente nella scaletta del concerto a Catanzaro il 17 ottobre, data di ripresa del suo tour “Tutti i sogni ancora in volo”. Il brano, che inizia con la frase “Se tutti i libri tornassero alberi”, è un mix di ricordi, malinconia e speranza, con un pizzico di nostalgia e una consapevolezza del cambiamento nel tempo.

Un ritorno alle radici musicali

Ranieri ha spiegato che nel suo nuovo album, in uscita in primavera, pescherà dagli anni Sessanta, omaggiando canzoni con la C maiuscola, quelle che cantava da ragazzino, quando lavorava al bar. Tra le sue influenze, ci sono nomi come Celentano, Rita Pavone, Sergio Endrigo e Luigi Tenco. L’artista, che ha una carriera unica tra teatro, cinema, fiction, musica e tv, ha anche parlato del bisogno di tornare alle radici, a Napoli, dove ha vissuto le sue prime esperienze musicali. “Non vedo l’ora di fare tre giorni di concerti al Politeama, nel mio quartiere, dove mi intrufolavo e andavo ad ascoltare le prove del Festival di Napoli negli anni ’70”, ha confidato.

La canzone è un mix di ricordi, malinconia e speranza. Il testo inizia così: “Se tutti i libri tornassero alberi/Se la matita ritornasse intera/Questa canzone parole sul foglio/Quando la musica ancora non c’era/Se questa casa così silenziosa/Tornasse ad essere piena di amici/E non avessi gettato quella spugna (…) Ah se tornassimo indietro nel tempo/Anche un solo momento/ Potrei aspettarti all’infinito/E rifarei tutto da capo”. Un mix di ricordi, malinconia e speranza, un pizzico di nostalgia e la consapevolezza che molte cose sono cambiate.

Un tour in pausa e una pausa per riflettere

Massimo Ranieri, impegnato nella ricerca di nuovi brani ma anche nella valorizzazione del patrimonio musicale e teatrale del passato, è in pausa nella sua casa romana. Negli ultimi 20 anni ha fatto circa 2.000 spettacoli, una media di 100 serate ogni anno. “Essere curiosi è il mio motto”, ha detto, ma ha anche riconosciuto la necessità di un meritato riposo. “Ora mi godo un po’ di meritato riposo. Una pausa per capire che cosa voglio fare da grande”, ha aggiunto. L’artista ha anche parlato della sua esperienza in autostrada, dove la temperatura arrivava a 47 gradi, e ha sottolineato come non assaporasse da anni la gioia di stare a casa, uscire e passeggiare per Roma.

Il tour proseguirà fino a fine gennaio, con l’atteso debutto di Stefano De Martino alla guida di Sanremo a febbraio. Ranieri ha espresso apprezzamento per il giovane conduttore, definendolo “carinissimo, un mio ammiratore”. “Ho cantato, abbiamo scherzato… Mi fa tenerezza, ha una faccina dolce, sembra ancora più giovane della sua età”, ha detto. L’artista ha anche espresso speranza per il futuro di De Martino, augurandogli “dal profondo del cuore” che andrà benissimo.

Con il tour che riprende le radici musicali, Massimo Ranieri continua a esprimere una profonda connessione con il passato, riconoscendo il valore delle canzoni degli anni Sessanta e la necessità di tornare a un modo di creare musica più autentico e condiviso.

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