La Radiant World, azienda fondata nel 2003 dall’indiano Pinkesh Nahar, si trova al centro di un’indagine globale per bilanci falsi e debiti milionari. L’azienda, che ha registrato un’espansione straordinaria nel settore delle materie prime, ha visto i suoi rapporti con i grandi gruppi come la Glencore e la Deutsche Bank interrompersi a causa di accuse di frode e manipolazione dei mercati. La Radiant World, che ha operato principalmente nell’export di ferro dall’India, ha avviato una serie di cause legali contro i suoi ex partner, tra cui la Glencore, richiedendo un risarcimento di oltre due miliardi di dollari.
Un accordo speculativo che ha causato un colpo di bilancio
La Radiant World ha iniziato a risentire dei suoi guai finanziari a settembre, quando le autorità di Singapore hanno commissariato l’azienda, allontanando tutti i principali dirigenti. L’azienda ha perso circa 1,1 miliardi di dollari a causa di un accordo speculativo stipulato con la Glencore nel 2017. L’accordo prevedeva la consegna di una partita di ferro a una data e a un prezzo fissati, con conseguenze finanziarie per entrambe le parti in base al prezzo di mercato. La Radiant World ha perso 1,1 miliardi di dollari quando il prezzo del ferro è salito alle stelle a causa della crescente domanda cinese.
Nonostante il colpo, l’azienda ha visto un’espansione impressionante nel 2025, triplicando il fatturato e diventando uno dei maggiori intermediari sul mercato mondiale del ferro. La Radiant World sostiene che la collaborazione con la Glencore è stata fondamentale per il suo successo, con il gruppo svizzero che ha aiutato l’azienda a ottenere ordini, a trovare finanziamenti e a comprare una quota di capitale. In cambio, la Radiant World doveva rimborsare a rate gli 1,1 miliardi della scommessa persa.
Le accuse e le risposte
La Glencore, da parte sua, ha respinto le accuse e ha tagliato ogni rapporto con la Radiant World. Il gruppo svizzero ha sospendo il manager responsabile dei rapporti con la Radiant World, Peter Hill. La Radiant World, però, non sembra troppo impressionata e ha avviato una serie di cause legali contro la Glencore, richiedendo un risarcimento di oltre due miliardi di dollari. La Radiant World sostiene che le “incongruenze” addebitate siano riconducibili alla collaborazione con la Glencore, che il gruppo svizzero avrebbe cercato di nascondere perché negli anni scorsi era sotto inchiesta negli Stati Uniti per corruzione e manipolazione dei mercati.
Le banche e i fondi d’investimento, tra cui l’Intesa Sanpaolo e il Point Bonita, hanno congelato i conti dell’azienda di Nahar. Secondo la britannica Control Risks, alla fine di settembre risultava che sei grandi istituti finanziari avevano chiesto alla Radiant World complessivamente 870 milioni di dollari. La cifra dovrebbe superare presto il miliardo. Molti esperti ritengono che quello della Radiant World sia uno dei più gravi scandali nel settore delle materie prime dai tempi dell’azienda energetica statunitense Enron, fallita nel 2001 lasciando dietro perdite per più di sessanta miliardi di dollari.
La Radiant World ha visto i suoi rapporti con i grandi gruppi come la Glencore e la Deutsche Bank interrompersi a causa di accuse di frode e manipolazione dei mercati.
La cifra dei debiti dovrebbe superare presto il miliardo, rendendo il caso uno dei più gravi scandali nel settore delle materie prime.



