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sabato 26 Settembre 2026

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Economia

Petroliere d’oro e crisi energetica globale

La crisi energetica globale si intensifica a causa della scarsità di petroliere e conflitti geopolitici.

La crisi energetica globale si intensifica a causa della scarsità di petroliere e dei conflitti geopolitici che bloccano le rotte vitali per il commercio del greggio. Il Wall Street Journal ha sottolineato che lo shock energetico attuale, sebbene non sia grave quanto quello degli anni Settanta, è certamente peggiore di quello scatenato dall’inizio della guerra in Ucraina nel 2022 e potrebbe durare molto più a lungo. Il prezzo del greggio è aumentato di 25 dollari rispetto al periodo precedente l’attacco degli Stati Uniti e di Israele, un incremento che ha avuto effetti devastanti sui prezzi dei beni di consumo e sull’inflazione in tutto il mondo.

La scarsità di petroliere e il ruolo delle flotte fantasma

La carenza di grandi navi per il trasporto del petrolio e del gas naturale liquefatto è un fattore chiave nell’attuale impennata dei prezzi dell’energia. Il 15 per cento delle petroliere si trova fermo davanti alla costa dell’Oman, nello stretto di Hormuz, mentre molte altre imbarcazioni non sono disponibili a causa di viaggi lunghissimi o perché sono state accaparrate da chi organizza le “flotte fantasma” russe e iraniane per sfuggire alle sanzioni. Questo ha portato a un aumento esponenziale del costo del noleggio delle imbarcazioni, con un impatto immediato sui prezzi del carburante e su molti prodotti di consumo.

Le conseguenze si fanno sentire in tutti i paesi, con un aumento del malumore dei cittadini alimentato da populisti per ottenere vantaggi elettorali. La decisione della Trafigura, infatti, riguarda un fattore meno noto ma molto influente sull’attuale impennata dei prezzi dell’energia: la carenza di grandi navi per il trasporto del petrolio e del gas naturale liquefatto.

La Trafigura e la sua nuova flotta di petroliere

La Trafigura, azienda svizzera tra le più potenti nel commercio mondiale del petrolio, ha annunciato di aver creato una propria compagnia di navigazione per il trasporto marittimo del greggio. La Volare Shipping, che ne è la proprietà, dispone di sei grandi petroliere, note come very large crude carrier (Vlcc), e entro i prossimi due anni ne aggiungerà altre otto alla flotta. Il 5 ottobre le sue azioni saranno quotate alla borsa di Oslo, ma prima ci sarà un collocamento presso investitori privati, dal quale si punta a raccogliere almeno cinquecento milioni di dollari.

Questo movimento è particolarmente significativo in un momento in cui il mondo è alle prese con una grave crisi energetica scatenata dalla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e in particolare dal blocco di due arterie vitali per il commercio del greggio e del gas: lo stretto di Hormuz e quello di Bab el Mandeb. Il costo del noleggio di queste imbarcazioni è cresciuto in modo esponenziale, con conseguenze dirette sui prezzi del carburante e su molti prodotti di consumo. La domanda mondiale di greggio è cresciuta senza sosta negli ultimi vent’anni, nonostante i progressi delle rinnovabili e l’efficienza nei consumi energetici. Nel 2010 si consumavano circa 84 milioni di barili di greggio al giorno, mentre nel 2025 sono stati 105. La scarsità di petroliere e la crescita della domanda continuano a alimentare la crisi energetica globale.

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