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domenica 11 Ottobre 2026

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Israele ostacola la ricostruzione di Gaza. Yara Salem: «Vuole che resti invivibile»

Yara Salem denuncia l’ostacolo israeliano alla ricostruzione di Gaza e la strategia per mantenere la zona invivibile.

Yara Salem, coordinatrice del team di consulenza tecnica del progetto Gaza Phoenix, ha espresso preoccupazioni sull’ostacolo che Israele mette alla ricostruzione della Striscia. Secondo lei, Israele non è interessato al benessere dei palestinesi e cerca di mantenere Gaza invivibile per molto tempo. Il progetto, lanciato nel gennaio 2025, è stato sviluppato in collaborazione con esperti palestinesi e mira a offrire un’alternativa ai piani di ricostruzione precedentemente annunciati, tra cui la Riviera di Gaza di Trump. Nonostante l’interesse dei Paesi donatori, la situazione rimane incerta e la ricostruzione non ha ancora iniziato.

Un progetto tecnico, ma non sufficiente

Il progetto Gaza Phoenix, realizzato grazie a una rete di circa 700 esperti palestinesi, è stato sviluppato con un documento descrittivo di 240 pagine e un masterplan. Tuttavia, molti altri piani sono stati preparati da persone con poca esperienza, che hanno copiato materiali da precedenti iniziative di ricostruzione. Yara Salem ha sottolineato che alcuni piani sono stati elaborati solo per poter dire di avere un piano, senza coinvolgere effettivamente i residenti di Gaza. «È come se i palestinesi non esistessero», ha detto. Secondo Yara Salem, Israele non è interessato al benessere dei gazawi e non sta subendo pressioni per interrompere ciò che sta facendo. Lei ritiene che l’obiettivo sia convincere gli abitanti che Gaza resterà invivibile per molto tempo. «È una forma di pulizia etnica», ha affermato. Inoltre, il rischio che la ricostruzione diventi speculazione è alto, soprattutto considerando l’interesse dei Paesi donatori per progetti affidati ad appaltatori.

La strategia israeliana e il rischio di speculazione

Alcune aziende statunitensi sembrano già muoversi nella zona militare israeliana, ma la situazione rimane complessa e poco chiara. Yara Salem ha anche parlato del rischio che i fondi siano spesi in stipendi e i progetti non si concretizzino. «È già accaduto in tanti paesi», ha detto. Inoltre, alcuni palestinesi stanno vendendo i propri terreni o appartamenti, vista la mancanza di prospettiva e l’esigenza umanitaria. «Penso che, quando si raggiungerà una situazione stabile, le transazioni concluse sotto pressione o intimidazioni dovrebbero essere annullate», ha aggiunto.

Yara Salem ha sottolineato che la ricostruzione di Gaza non può avvenire senza un cessate il fuoco sostenibile. «Senza un accordo complessivo per Iran, Gaza e Libano, non vedo alcuna speranza», ha detto. Il progetto Gaza Phoenix si fonda su due principi: i gazawi devono essere al centro del piano e Gaza non è una tabula rasa, ma un luogo abitato con una popolazione, una storia e una continuità con la Cisgiordania. «Chiunque sia interessato a lavorare su Gaza deve accettare che i suoi abitanti abbiano un ruolo diretto e la capacità di decidere autonomamente», ha concluso.

La Ricostruzione non può avvenire senza un cessate il fuoco sostenibile. Yara Salem ha sottolineato che la stabilità è la base per qualsiasi processo di ricostruzione. Il progetto Gaza Phoenix si fonda su due principi chiari: i palestinesi devono essere al centro del piano e la Striscia non è una tabula rasa.

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