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mercoledì 16 Settembre 2026

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L’architetto Eyal Weizman mappa la distruzione di Gaza per documentare il genocidio

L’architetto Eyal Weizman crea una cartografia del genocidio in Gaza per preservare la memoria delle vittime.

L’architetto israeliano Eyal Weizman, fondatore e direttore di Forensic Architecture, ha pubblicato il libro “Ungrounding: Architettura del genocidio”, un’analisi dettagliata della distruzione di Gaza e delle violenze subite dai palestinesi. L’opera, presentata per la prima volta in Italia al Festivaletteratura di Mantova, rappresenta una mappatura della violenza che ha colpito il territorio palestinese, con l’obiettivo di preservare la memoria delle vittime e documentare i crimini commessi. Weizman, nato a Haifa nel 1970, utilizza l’architettura come strumento per esaminare e denunciare le azioni di potere e di oppressione, mettendo in luce come la distruzione di spazi e infrastrutture sia parte integrante del genocidio.

La violenza come forma di cancellazione

“Ungrounding” descrive la distruzione di Gaza come un processo di cancellazione totale, in cui non solo i palazzi, i pozzi e le strade vengono distrutti, ma anche ogni traccia della vita umana viene eliminata. Weizman spiega che questa forma di violenza non solo modifica il paesaggio, ma anche la memoria storica e culturale del territorio. L’architetto ha utilizzato mappe aeree e dati storici per ricostruire il cambiamento del paesaggio, che è diventato un “continuo susseguirsi di dune a perdita d’occhio”, un paesaggio collinare formato dagli accumuli di detriti e resti umani. Questo processo di distruzione, secondo Weizman, è una forma di controllo e di dominio, che mira a cancellare ogni traccia della popolazione palestinese.

La distruzione non è solo un evento, ma un atto di violenza che modella il paesaggio e cancella la memoria. Weizman ha sottolineato come la distruzione di Gaza non si limiti al presente, ma abbia radici storiche profonde, che vanno dal 1947 ad oggi. L’architetto ha anche descritto come la separazione tra Gaza e il resto della Palestina, stabilita nel 1950, abbia contribuito a creare un paesaggio che oggi è caratterizzato da macerie e accumuli di detriti. Questo cambiamento del paesaggio, secondo Weizman, è una conseguenza diretta delle politiche coloniali e del controllo israeliano.

Le tecniche di indagine e la testimonianza

Forensic Architecture, l’organizzazione fondata da Weizman, ha sviluppato tecniche di indagine innovative per documentare le violenze. Tra queste, la “testimonianza situata”, che ricostruisce in 3D gli ambienti in cui si sono verificati gli eventi, permette di analizzare e comprendere le violenze in modo più approfondito. Queste tecniche sono state utilizzate per indagare su episodi come l’uccisione dei 15 operatori sanitari palestinesi nell’agguato di Tel al-Sultan, dove le forze armate israeliane hanno deliberatamente attaccato un convoglio umanitario. Inoltre, l’organizzazione ha indagato sull’assassinio della giornalista palestinese Shireen Abu Akleh, uccisa da un colpo di arma da fuoco mentre si trovava a Jenin.

Le tecniche di indagine sono state sviluppate grazie a esperienze precedenti in contesti diversi, come i bombardamenti in Siria e l’uso del gas Sarin. Weizman ha spiegato che il lavoro su Gaza non è iniziato con l’attacco del 7 ottobre 2023, ma si basa su una lunga storia di violenze e abusi. L’architetto ha sottolineato che il materiale raccolto non è solo un supporto per i tribunali, ma anche un atto di decenza umana, che preserva la memoria delle vittime e permette di comprendere la complessità del genocidio. Il libro di Weizman ha suscitato un grande interesse in Gran Bretagna, dove è stato accolto come un testo capace di chiarire il contesto storico della più importante tragedia dei nostri tempi. L’architetto ha espresso la speranza che il libro possa diventare uno strumento per gli attivisti, che operano con una comprensione intuitiva dell’ingiustizia subita da Gaza. Inoltre, Weizman ha espresso preoccupazione per il governo italiano, che, nonostante la società civile si sia schierata dalla parte giusta della storia, è guidata da un governo di destra.

La distruzione di Gaza non è solo un evento storico, ma un atto di violenza che ha lasciato un’impronta profonda sul paesaggio e sulla memoria collettiva. Weizman, con il suo lavoro, cerca di portare alla luce queste ombre storiche, per garantire che non siano mai dimenticate. Il materiale raccolto deve essere archiviato e conservato, al di là e a prescindere dalla legge, per una questione di decenza umana. La distruzione di Gaza non è solo un evento, ma un atto di violenza che ha lasciato un’impronta profonda sul paesaggio e sulla memoria collettiva.

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