Malta e Corea del Sud si incontrano in un dialogo interculturale unico alla Biennale di Gwangju, con il progetto BEJN / IN-BETWEEN, un’esperienza che non si limita a esporre opere, ma si propone come un’occasione di costruzione reciproca. L’installazione, realizzata attraverso un processo di residenza artistica di tre mesi a Gwangju, si sviluppa direttamente nel territorio coreano, senza trasferire opere create a Malta. Questo approccio, spiega la curatrice Moon Hyun Jeoung, permette di creare un “spazio intermedio” in cui le differenze non vengono cancellate, ma diventano parte del dialogo. Il progetto, commissionato da Arts Council Malta e con il sostegno di istituzioni nazionali e internazionali, rappresenta la prima partecipazione maltese alla Biennale di Gwangju, un evento che dal 1995 ha consolidato il proprio ruolo nel panorama artistico globale.
Un incontro tra tradizioni e poesia
Il cuore simbolico dell’esposizione è Rope Temple, un’installazione realizzata da PONKS all’interno del Glass Polygon di Horanggasy. Centinaia di corde sospese costruiscono un ambiente all’interno dell’edificio, dando forma a una struttura centrale simile a un albero, mentre le pareti di vetro ospitano poesie maltesi e coreane scritte a mano. L’installazione riunisce i contributi di oltre 140 poeti, tra voci emergenti e autori affermati, fra i quali la poetessa sudcoreana Kim Hyesoon, il poeta di Gwangju Kwak Jaegu e la maltese Maria Grech Ganado. La scelta delle corde non è casuale: a Malta rappresentano un elemento materiale profondamente legato alla vita marittima, alla pesca e alle pratiche religiose, mentre in Corea assumono una funzione spirituale attraverso il geumjul, la corda sacra utilizzata per delimitare e proteggere determinati spazi rituali.
La parola coreana sai e il concetto di spazio intermedio
La parola coreana sai, che indica ciò che esiste tra due persone, due luoghi o due condizioni, diventa il simbolo del progetto. Secondo Moon Hyun Jeoung, curatrice del progetto, il concetto di spazio intermedio permette di mettere in relazione non solo luoghi geograficamente distanti, ma anche epoche, esperienze e sistemi culturali differenti. «Il concetto di in-between è molto ampio e può comprendere numerose dimensioni. Può riferirsi allo spazio geografico che separa Malta e Corea, ma può anche descrivere la condizione di trovarsi tra tempi o circostanze differenti», spiega. L’idea di sai si sviluppa proprio a partire da questa considerazione, perché la possibilità di costruire una relazione non dipende necessariamente dall’esistenza di una somiglianza. «Non credo che differenza e somiglianza siano concetti opposti. La connessione è possibile anche senza essere uguali», sottolinea Sam Alekksandra, poeta e artista del collettivo PONKS.
Il progetto maltese sceglie invece di conservare una parte dell’incomprensione, riconoscendola come componente inevitabile e potenzialmente produttiva dell’incontro. «Lavorando con la poesia, questo aspetto è diventato particolarmente evidente. Ci sono state poesie coreane che ho incontrato prima attraverso il suono, il ritmo o la presenza della persona che le leggeva, e soltanto successivamente attraverso la traduzione. Il fatto di non riuscire a comprendere immediatamente tutto non ha impedito che quell’incontro avvenisse», racconta Alekksandra. La relazione tra le due culture comincia esattamente nel momento in cui viene abbandonata la necessità di comprenderle completamente.
Un dialogo che non cancella le differenze
Il progetto BEJN / IN-BETWEEN non si limita a presentare una selezione di opere nazionali, ma propone un’esperienza costruita attraverso una residenza artistica di tre mesi a Gwangju, durante la quale gli artisti hanno lavorato direttamente con la città e con la comunità culturale coreana. Il padiglione non si presenta come un racconto nazionale già confezionato e successivamente esportato all’estero, ma come un progetto che sceglie di svilupparsi attraverso l’incontro con un altro territorio. «Arrivando qui per la prima volta, non volevamo presentare Malta come una cartolina fatta di architettura barocca e paesaggi costieri. Volevamo arrivare con una domanda, e Gwangju era il luogo nel quale quella domanda poteva essere presa sul serio», spiega Julien Vinet, direttore artistico di BEJN / IN-BETWEEN e membro del collettivo PONKS.
Il debutto maltese alla Biennale di Gwangju assume un significato che supera la semplice partecipazione a una manifestazione artistica internazionale. «Il tema della sedicesima Biennale di Gwangju, You Must Change Your Life, risuona profondamente con quello che



