Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 11 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Più acqua in Puglia, ma non basta per risolvere la crisi idrica

In Puglia la disponibilità idrica degli invasi supera quella del 2025, ma Coldiretti sottolinea che non basta per risolvere la crisi.

La disponibilità idrica in Puglia ha registrato un aumento rispetto al 2025, con i quattro invasi della Capitanata che registrano complessivamente 98,12 milioni di metri cubi, contro i 53,49 milioni dello scorso anno. Tuttavia, Coldiretti Puglia sottolinea che questa disponibilità non è sufficiente a risolvere la crisi idrica, che rimane una questione strutturale. La diga di Occhito, con 87,40 milioni di metri cubi, rappresenta una riserva strategica, ma la capacità autorizzata complessiva dei quattro invasi è pari a 331,9 milioni di metri cubi, con la disponibilità attuale che si ferma a poco più del 30% del volume autorizzato.

Disponibilità idrica in aumento, ma non basta

Sebbene i livelli degli invasi siano in aumento, Coldiretti Puglia ricorda che la sola disponibilità non basta a garantire l’accesso all’acqua per le imprese agricole e i cittadini. L’acqua, infatti, non è solo una risorsa, ma una condizione indispensabile per la produzione. La nota del Coldiretti sottolinea che l’irrigazione rappresenta una voce sempre più pesante nei bilanci aziendali, e l’incertezza sui redditi agricoli non può essere aggravata da inefficienze infrastrutturali o da conguagli imprevisti.

La crisi idrica non è solo un problema stagionale, ma una questione strutturale. L’estate 2026 ha visto oltre 4,7 milioni di cittadini esposti a condizioni di siccità severo-estrema, con un numero che supera i 10,5 milioni considerando gli ultimi sei mesi. Il 41% delle aree agricole destinate a colture irrigue ha subìto condizioni di siccità severo-estrema, secondo l’indice SPI del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questi dati confermano che l’acqua non è più una variabile da affrontare solo in emergenza, ma una risorsa che deve essere gestita con una strategia pluriennale.

Costi elevati e infrastrutture obsolete

Le imprese agricole, in particolare, si trovano a fronteggiare costi sempre più elevati per l’acqua, con tariffe e oneri irrigui che pesano sulle loro economie. Coldiretti Puglia denuncia che l’acqua non può trasformarsi in un ulteriore fattore di crisi per le aziende agricole. Per questo motivo, è necessario un approccio più strutturale, con investimenti mirati a migliorare l’efficienza delle reti e a garantire costi sostenibili. L’organizzazione dei servizi irrigui deve essere rivista per garantire trasparenza e sostenibilità, in modo che l’acqua non diventi un ulteriore onere per le imprese.

La gestione dell’acqua deve diventare una priorità stabile delle politiche pubbliche. Senza una programmazione capace di guardare oltre la singola stagione, ogni periodo siccitoso rischia di trasformarsi in una nuova emergenza per le imprese agricole, mentre ogni evento piovoso intenso continua a rappresentare un’occasione persa se non siamo in grado di trattenere e utilizzare quella risorsa. Coldiretti Puglia chiede quindi che la gestione dell’acqua diventi una priorità stabile delle politiche pubbliche, con investimenti, tempi certi e opere capaci di rafforzare la resilienza del territorio.

La sola disponibilità di acqua in eccesso in poche ore non è una risposta alla siccità, se non siamo in grado di raccoglierla, conservarla e distribuirla in modo efficiente. Coldiretti Puglia sottolinea che una maggiore disponibilità negli invasi non può tradursi in un beneficio concreto per le campagne se il costo dell’acqua rende economicamente insostenibile l’irrigazione delle colture. Per questo motivo, la gestione dell’acqua deve diventare una priorità stabile delle politiche pubbliche, con investimenti, tempi certi e opere capaci di rafforzare la resilienza del territorio.

Leggi anche