Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 6 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Salute

Puglia, mancano 40 milioni per Rsa: gestori chiedono adeguamento tariffe e maggiore supporto

Puglia, mancano 40 milioni per Rsa: gestori chiedono adeguamento tariffe e maggiore supporto

La Puglia si trova in una situazione di grave criticità per il settore delle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa), con un fabbisogno finanziario stimato in 265 milioni di euro, contro i 224 attualmente disponibili. I gestori delle strutture accreditate hanno lanciato un allarme, sottolineando che le tariffe, bloccate al livello del 2020, non tengono conto dell’evoluzione economica e dei costi crescenti, come l’inflazione, i rincari energetici e i rinnovi dei contratti collettivi di lavoro. La situazione, che ha già portato a posti letto esauriti, preoccupa le associazioni di categoria, che chiedono un adeguamento immediato delle tariffe e un utilizzo più efficiente dei fondi disponibili.

Finanziamenti insufficienti per coprire il fabbisogno

Secondo i dati forniti, per garantire la copertura completa dei posti letto necessari, sarebbero necessari 265 milioni di euro, un incremento di 40 milioni rispetto ai fondi attualmente disponibili. La delibera 1248 della Giunta regionale ha incrementato il fondo di remunerazione per l’assistenza sociosanitaria dell’1,06%, pari a 2,2 milioni di euro, ma non ha modificato le tariffe, che rimangono ferme al livello del 2020. Questo, secondo i gestori, non è più coerente con il contesto economico attuale, che ha visto un aumento significativo dei costi operativi.

Le tariffe non tengono conto dei rincari energetici e dell’inflazione. Le associazioni di categoria, tra cui Confcooperative Sanità, Legacoop Puglia, Aiop Puglia e Welfare a Levante, hanno sottolineato come le tariffe non tengano conto dei rinnovi contrattuali, dell’inflazione e dei rincari energetici. «Le attuali tariffe sono state calcolate su un quadro costi pre-Covid, superato dall’attuale realtà economica», ha spiegato il presidente di Aiop Puglia, Fabio Margilio. L’incremento effettivo di risorse per il 2026 non è sufficiente a rispondere alle esigenze del settore, che richiede un adeguamento immediato.

La Regione risponde con un piano di investimenti

La Regione Puglia ha risposto alle critiche sottolineando un incremento costante degli investimenti negli ultimi dieci anni, passando da circa 60 milioni di euro a oltre 224 milioni di euro. L’ultimo aggiornamento di settembre ha portato un incremento di oltre 2 milioni di euro, ottenuto attraverso un ricalcolo delle somme disponibili e il recupero di risparmi del 2025. L’operazione permetterà di coprire da subito i nuovi accreditamenti e avrà un impatto strutturale sul bilancio regionale, con un incremento di circa 8 milioni di euro a partire da gennaio 2027.

La revisione della delibera del 2022 è un passo chiave. L’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia ha chiarito che uno dei prossimi passaggi chiave sarà la revisione della delibera del 2022, indispensabile per superare la carenza di posti letto e ridurre le liste d’attesa. «Stiamo seguendo una linea di rigore sulla spesa», ha spiegato, aggiungendo che le previsioni non possono essere fatte senza conoscere le risorse a disposizione.

La situazione, che ha visto un incremento di risorse per il 2026, non risolve però le criticità emerse. I gestori delle strutture accreditate, in particolare, hanno sottolineato come le tariffe non siano più coerenti con il contesto economico attuale, e come la mancanza di adeguamento abbia reso necessario l’intervento delle associazioni di categoria. La Regione, pur riconoscendo l’importanza del tema, continua a seguire una politica di rigore sulla spesa, che non sembra rispondere alle esigenze del settore.

Leggi anche