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domenica 11 Ottobre 2026

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Economia

Quanto rende spostare 15.000 euro dal conto corrente al conto deposito per 6 o 12 mesi?

Quanto rende spostare 15.000 euro dal conto corrente al conto deposito per 6 o 12 mesi? Analisi dei rendimenti e costi.

Quanto rende spostare 15.000 euro dal conto corrente al conto deposito per 6, 12 o 18 mesi? La risposta dipende da diversi fattori, tra cui i tassi di interesse, le spese di gestione e l’inflazione. I conti correnti tradizionali offrono rendimenti limitati, spesso inferiori al 0,15% annuo, mentre i conti deposito, specialmente quelli delle banche fintech, possono raggiungere il 2-3% annuo. Tuttavia, i costi fiscali e le spese di gestione riducono notevolmente i guadagni netti. Con l’inflazione che continua a crescere, mantenere i soldi fermi in un conto corrente può essere un lusso per chi non ha alternative di investimento.

Costi e rendimenti del conto deposito

Per un importo di 15.000 euro, i rendimenti su un conto deposito con tasso annuo del 3,25% si attestano intorno ai 165 euro netti dopo 6 mesi, dopo aver sottratto l’imposta di bollo e le trattenute sugli interessi. Tuttavia, con l’aumento del tempo, i guadagni netti crescono: 334 euro dopo 12 mesi e 500 euro dopo 18 mesi. Tuttavia, i tassi di interesse seguono i tassi BCE e potrebbero diminuire nel tempo, riducendo i rendimenti futuri.

Il rendimento del conto deposito segue da vicino i tassi BCE, quindi quello che vale oggi potrebbe non valere più tra alcuni mesi.

Le spese di gestione e l’inflazione rappresentano un’altra minaccia per i rendimenti. Per un periodo di 6 mesi, le spese complessive si attestano tra i 20 e i 60 euro, mentre l’inflazione può ridurre il potere d’acquisto di circa 200 euro. Per un periodo di 12 mesi, le spese crescono fino a 40-96 euro, con un impatto sull’inflazione che si aggira intorno ai 400 euro. Per 18 mesi, le spese si spostano tra i 72 e i 144 euro, con un calo del potere d’acquisto di circa 560 euro.

Alternative per un investimento più redditizio

Per evitare l’erosione del potere d’acquisto, è necessario investire la liquidità a un tasso almeno pari al costo della vita e alle spese di gestione. I titoli di Stato a breve termine, ad esempio, offrono rendimenti elevati e tasse ridotte, con aliquota del 12,50% sulla plusvalenza. Inoltre, gli ETF monetari permettono una gestione flessibile e un accesso immediato al mercato, anche se comportano costi di compravendita. La scelta tra conto deposito e investimento dipende quindi da obiettivi, rischi e costi associati.

La liquidità infruttifera oltre le ordinarie esigenze di spesa è sempre perdente.

Con l’aumento dei tassi di interesse, mantenere i soldi fermi in un conto corrente diventa sempre più costoso. Per chi cerca un rendimento più elevato, l’investimento in strumenti finanziari come i titoli di Stato o gli ETF monetari potrebbe rappresentare una soluzione più redditizia, pur tenendo conto dei costi e dei rischi associati.

  • Conto deposito: rendimenti limitati, costi fiscali e di gestione.
  • Titoli di Stato: rendimenti più elevati, tasse ridotte.
  • ETF monetari: flessibilità e accesso immediato al mercato.

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