Il caldo anomalo di questa estate ha danneggiato gravemente la mitilicoltura nel Golfo di Napoli, mettendo in difficoltà la produzione attuale e la possibilità di garantire il ciclo produttivo delle prossime stagioni. La situazione, sottolineata da Coldiretti Pesca, ha colpito non solo le imprese locali, ma anche la capacità di riproduzione delle coze allevate, con conseguenze a lungo termine per il settore. La Regione Campania ha approvato un avviso pubblico per la ricognizione dei danni, ma le imprese chiedono un sostegno economico adeguato e una strategia di adattamento climatico.
Impatto del caldo sull’allevamento di mitili
Le temperature elevate delle acque marine hanno messo a dura prova gli impianti di mitilicoltura della provincia di Napoli, provocando morie di mitili, perdita di prodotto e compromissione del seme, essenziale per ripartire nella prossima stagione. La ricerca scientifica conferma che temperature elevate possono rallentare la gametogenesi, processo di formazione e maturazione delle cellule riproduttive, mentre lo stress termico può compromettere la qualità dei gameti e la capacità di fecondazione. Particolarmente preoccupante è l’effetto delle alte temperature sul ciclo biologico del Mytilus galloprovincialis, la cozza allevata nelle acque del Golfo di Napoli. L’animale, sottoposto a stress termico, utilizza più energia per sopravvivere, riducendo la disponibilità per crescita e riproduzione. Questo fenomeno ha conseguenze a cascata, con danni che si estendono oltre la perdita immediata del raccolto, compromettendo la riproduzione e la capacità di ripartire nella stagione successiva.
Chiedono ristori e strumenti di gestione del rischio
Per Coldiretti Pesca, l’emergenza del 2026 deve diventare l’occasione per costruire una strategia di adattamento climatico della mitilicoltura, mettendo in campo adeguati strumenti di gestione del rischio per la pesca e l’acquacoltura. L’ente ha sottolineato l’importanza di strumenti come i “Cat Bond”, che potrebbero essere inclusi nella futura programmazione 2028-2034, in discussione sui tavoli europei. L’obiettivo è creare un sistema di monitoraggio, allerta e supporto finanziario per le imprese, in grado di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
La Regione Campania ha approvato un avviso pubblico per la ricognizione dei danni, ma le imprese chiedono un sostegno economico adeguato, visto che il caldo ha superato la capacità di prevenzione delle singole aziende. «Non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che arriva un’ondata di calore – ha detto Fulvio Giugliano, presidente di Coldiretti Pesca –. Dobbiamo lavorare su monitoraggio, ricerca, tecniche di allevamento più resilienti e strumenti assicurativi e finanziari adeguati». La mitilicoltura rappresenta un patrimonio produttivo, economico e culturale per la Campania, con allevamenti presenti tra Pozzuoli, Bacoli, Capo Miseno, Nisida, Castello dell’Ovo e lungo il litorale vesuviano. Difendere questa attività significa difendere lavoro, territorio e futuro dell’acquacoltura campana.



