Sequerciani, situato nel cuore della Maremma, nel Grossetano, vicino a Gavorrano, è un progetto unico che unisce agricoltura, arte e sostenibilità. NATO dalla visione dell’imprenditore e regista svizzero Ruedi Gerber, il luogo è diventato un modello virtuoso per tutta la regione. Sequerciani si estende su 170 ettari, con 14 vigneti, ulivi, grano, ortaggi e frutta. L’azienda produce vino, olio, miele e altro, ma si distingue per la sua filosofia etica e il rispetto per l’ambiente e le persone. L’esperienza di Sequerciani è un esempio di come l’agricoltura possa essere in simbiosi con la natura e l’arte.
Un progetto nato da un dialogo con il territorio
Sequerciani è nato da un dialogo paziente tra l’imprenditore Ruedi Gerber e il territorio. Quando Gerber arrivò a Tatti negli anni ’90, non aveva l’intenzione di trasformare un luogo, ma di ascoltarlo e trovare il suo angolo di pace. Il paesaggio collinare, con la luce e il silenzio, lo ha attirato, e da quel momento è iniziato un percorso comune tra agricoltura, architettura, ospitalità e pratica artistica. Il progetto si sviluppa lentamente, modellato dal carattere della Maremma e da chi la abita da generazioni.
Prima che l’attuale proprietario acquistasse e riunisse i terreni nei primi anni ’90 per fondare l’azienda agricola biodinamica, la tenuta storica e la villa appartenevano al marchese Barabesi Bourbon di Petrella. Il regista ne ha curato il totale recupero architettonico e agricolo, trasformandolo nell’attuale complesso d’eccellenza. Per poter avere il permesso di costruire una piscina, Gerber doveva trasformare la sua tenuta in agriturismo. Così piantò delle viti su due ettari di campi, decidendo di far diventare davvero agriturismo la sua tenuta, Sequerciani.
La filosofia di Sequerciani si basa su un’idea di sostenibilità e rispetto per la natura e gli animali.
Un biodistretto che unisce produttori locali
All’azienda fanno capo 30 produttori locali, che formano un biodistretto che fornisce lavoro, materie prime e supporto nella produzione di vino, olio, pane e miele. Questo sistema di collaborazione è alla base della filosofia di Sequerciani, che mira a valorizzare l’economia della Maremma e a creare un modello virtuoso. L’agricoltura biodinamica e l’agri-ristorante Paesìa rappresentano l’espressione più completa della filosofia dell’azienda. La cucina, guidata dal chef Marco Crippa, privilegia il vegetale, la stagionalità e la precisione del gesto, con un’attenzione particolare al rispetto degli animali. Gli ospiti possono scegliere tra tre percorsi degustazione, costruiti con ritmi e profondità diverse. Ogni esperienza può essere accompagnata dagli abbinamenti con i vini Sequerciani e da una selezione di produttori locali scelti per affinità di visione, autenticità e rispetto della terra.
Sequerciani è un esempio concreto di come l’agricoltura possa essere in simbiosi con l’ospitalità e l’arte.
Il ristorante Paesìa, immerso nel Podere, è un esempio concreto del progetto: l’arredamento e il design sono accurati, con un impatto visivo quasi nullo, in simbiosi con la natura. La gestione è affidata al manager e sommelier Fabio Rossi, che ha sposato l’idea di Gerber. La villa, restaurata e adattata, è diventata la dimora del regista, mentre le stalle e altre costruzioni sono diventate case per ospitare turisti e visitatori.
Sequerciani non è solo un’azienda agricola, ma anche un luogo per l’arte e la ricerca. La Fondazione Sequerciani Arte Terra Clima, fondata nel 2021 da Ruedi Gerber, offre palcoscenici liberi e naturali dove sviluppare la creatività in tutte le arti. Gli artisti vengono invitati a soggiornare più volte, sviluppando relazioni profonde con l’ambiente e con le persone che lavorano nella tenuta. Tra le opere più significative c’è “Le souffle de Sequerciani” di Alexandre Joly, un’installazione che celebra la poesia del luogo e la connessione tra paesaggio, vento e vibrazioni sottili. Sequerciani rappresenta un modello virtuoso per la Maremma, dove l’agricoltura, l’arte e l’ospitalità si intrecciano in un’unica filosofia. Il progetto, nato da un dialogo con il territorio, continua a crescere e a stratificarsi nel tempo, diventando un esempio di sostenibilità e connessione con la natura.



