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domenica 11 Ottobre 2026

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Cultura

Due chef sui Nebrodi raccontano il Mediterraneo con un menu “verticale”

Due chef giovani presentano un menu verticale a San Marco d’Alunzio, che unisce sapori marini e montani, ispirati alle radici culturali del territorio.

Due chef giovani, Rushan Xhafaj e Martina Dodeci, hanno reso unico il loro ristorante Demenna a San Marco d’Alunzio, nel Messinese, proponendo un menu “verticale” che attraversa il Mediterraneo da 250 metri sotto il livello del mare a quota 600. L’esperienza gastronomica, ispirata alle radici culturali e geografiche del territorio, unisce sapori marini, montani e tradizioni balcaniche, creando un viaggio sensoriale che si svolge tra le montagne dei Nebrodi e la costa tirrenica. Il menu, curato con attenzione e passione, rappresenta una sintesi di influenze asiatiche, turche e siciliane, con un’attenzione particolare alle materie prime locali e alla manualità degli chef.

Un menu che si muove dal mare alle montagne

Il menu verticale di Demenna si presenta come un percorso che inizia dalle profondità del mare, con portate che raccontano la ricchezza del Mediterraneo. Il primo piatto, “Tre sfere croccanti”, è un gioco di ironia e originalità, con tre sfere vuote ripiene di aria, che simboleggiano l’idea di un’esperienza leggera e raffinata. Segue il “Pesce illirico”, un piatto che unisce tradizioni balcaniche e locali, con un’interpretazione moderna e raffinata. La portata “Foglie verdi” segna l’approdo sulla terra, con un’interpretazione di bieta e verdure che si fondono in un’esperienza sensoriale unica. Il menu si conclude con un piatto che rappresenta l’apice del viaggio, “Stato brado o semibrado”, un’interpretazione del suino nero dei Nebrodi, esaltato in un’esperienza culinaria che unisce tradizione e innovazione.

Il dolce in montagna esprime l’animo gentile di Rushan, che ha chiamato il dolce “Infanzia balcanica”, gelato alla cera d’ape nera sicula, con pasta filamentosa che avvolge il dolce stesso, attenuando quelle note che, sull’altra sponda del Mediterraneo, sono invece un po’ stucchevoli.

Un’esperienza che unisce passato e presente

Il ristorante Demenna, situato in un borgo tra i più belli d’Italia, è un luogo che racconta la storia del territorio attraverso la cucina. Rushan Xhafaj, originario dell’Albania, e Martina Dodeci, figlia del paese, hanno portato con sé esperienze internazionali, lavorando in alcuni dei migliori ristoranti del mondo, tra cui il Geranium di Copenaghen e il Palato Italiano a Bolzano. La loro cucina è un mix di tradizioni locali e influenze culturali, che si traduce in un menu che non solo soddisfa il palato, ma anche l’anima. La collaborazione con il sommelier Angelo Napoli ha reso il menu verticale un’esperienza completa, con vini selezionati che accompagnano ogni portata in modo armonioso.

Il piatto “Giri sul fico d’India” ha conquistato una giuria prestigiosa, che ha incluso lo chef stellato siciliano Ciccio Sultano e il direttore di Italia a Tavola, Alberto Lupini. Il piatto, con l’ingrediente principale simbolo della Sicilia, è riuscito a conquistare i palati di una giuria critica e prestigiosa. La cucina di Demenna è un esempio di come la tradizione possa essere reinterpretata con modernità e rispetto per le radici. La scelta di ingredienti come la cera d’ape nera sicula e il gelato alla cera d’ape nera, con una pasta filamentosa che avvolge il dolce, è un esempio di come la creatività possa rispettare le tradizioni senza mai tradirle.

Il menu verticale di Demenna non è solo un’esperienza culinaria, ma un viaggio che coinvolge tutti i sensi. Ogni portata è un’immagine, un racconto, una storia che si svela con l’assaggio. Il ristorante, situato in un paese arroccato sui Nebrodi, è un luogo che incanta e commuove, con un’atmosfera che unisce eleganza e intimità. La scelta di ingredienti locali, come la bieta e le verdure raccolte da un nonno scalatore, è un omaggio al territorio e alla sua ricchezza.

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