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lunedì 12 Ottobre 2026

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Cultura

Corso di formazione per accompagnatori di giovani a Loreto, all’ombra della Santa Casa

A Loreto inizia il corso di formazione per accompagnatori di giovani, promosso da Progetto Nazareth e Cei, con 180 ore fino a giugno 2027.

Il 28 ottobre partirà a Loreto la settima edizione del Corso di alta formazione in accompagnamento spirituale-relazionale dei giovani, promosso da Progetto Nazareth in collaborazione con la Cei. L’iniziativa, che si svolgerà fino a giugno 2027, è rivolta a sacerdoti, religiosi, laici e sposi che desiderano accompagnare i giovani lungo il loro cammino di crescita spirituale e umana. Il corso si articola in 180 ore complessive, con lezioni frontali, seminari e momenti esperienziali, e si svolgerà all’ombra della Santa Casa, simbolo di silenzio e ascolto, come ricorda il motto: “ciò che le pietre di Nazareth sono state per Maria: silenzio che ascolta, prima ancora che luogo che istruisce”.

Formazione per accompagnatori di giovani

Il corso, che si ispira all’invito del Papa a non lasciarsi scoraggiare dalle sfide del mondo contemporaneo, mira a formare accompagnatori che sappiano camminare con i giovani “lì dove sono”, come sottolinea il team organizzatore. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a distinguere l’emozione che segnala da dove si sta camminando e l’identità che quella stessa emozione sta difendendo. Quello che promuoviamo non è un percorso da imporre, ma una strada deserta su cui incamminarsi, fidandosi che qualcuno, su quella stessa strada, sta già cercando chi gli spieghi le Scritture, spiegano gli organizzatori.

Le lezioni saranno tenute da Maria Pia Colella, già collaboratrice dei Segretariati della pastorale giovanile e della pastorale vocazionale della Cei, insieme a mons. Gian Marco Busca, vescovo di Mantova, e al filosofo Silvano Petrosino dell’Università Cattolica di Milano. “Tre voci diverse, un solo orizzonte”, commenta lo staff, che punta a un metodo formativo che unisca teoria e pratica, con un focus su esperienze condivise e riflessione personale.

Moduli e metodologia

I tre moduli del corso – “Io creatura”, “Io consapevole”, “Io chiamato-vocato” – sono progettati per offrire un nuovo sguardo capace di rileggere il passato senza cancellarlo, una consapevolezza che dà senso al presente e un futuro che nasce dal riemergere di un’appartenenza già ricevuta in dono. “Appartenenza, non dipendenza: la differenza è tutta qui”, sottolineano gli esperti. L’obiettivo è formare accompagnatori che sappiano accompagnare i giovani nella loro ricerca di vocazione, senza imporre un percorso ma lasciando spazio alla libertà e alla responsabilità.

Il corso raccoglie l’eredità dell’esortazione post-sinodale Christus vivit, firmata da Papa Francesco nel 2019, e si ispira alle parole del Papa che ha ricordato come ogni vocazione nasca dalla certezza di essere conosciuti e amati. “La vocazione non è un traguardo statico, ma un processo dinamico di maturazione”, spiega il team organizzatore, che ha anche sottolineato come il Papa abbia ripetuto più volte ai giovani di non avere paura di chiedere al Signore a cosa li stia chiamando, certo che solo lui conosce i desideri più profondi del cuore.

La scelta di svolgere il corso a Loreto, all’ombra della Santa Casa, è simbolica: le pietre che hanno ascoltato il “sì” della giovane Maria sono il luogo dove si formano accompagnatori che sappiano camminare con i giovani, aiutandoli a trovare la loro vocazione. “Ed è significativo che all’ombra di queste pietre che hanno ascoltato il ‘sì’ della giovane Maria siano formati accompagnatori di giovani che camminino con loro ‘lì dove sono’ per arrivare insieme alla vocazione di ciascuno, alla propria gioia”, ricorda il team organizzatore.

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