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lunedì 12 Ottobre 2026

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Spettacolo e TV

Enrico Brignano: «La tv è sempre dietro l’angolo, ma chi non ha le piattaforme deve sorbirsi i quiz o i pacchi»

Enrico Brignano parla della tv, della comicità e del suo show: un’intervista su passato, presente e futuro.

Enrico Brignano, 60 anni, ha parlato della tv e della comicità in un’intervista, sottolineando come il mondo del divertimento stia cambiando. «La tv è sempre dietro l’angolo, ma chi non ha le piattaforme deve sorbirsi i quiz o i pacchi», ha detto il comico romano, che sta per tornare agli Arcimboldi con il suo show “Bello di Mamma!” riveduto e corretto. L’artista ha anche sottolineato che la comicità è figlia dell’interpretazione, un concetto che ha radici nella sua formazione, ispirata da una grande scuola: quella di Gigi Proietti. «La comicità è figlia dell’interpretazione», ha ripetuto, riconoscendo l’importanza di questa dimensione nella sua arte.

La tv e il mondo dei bauli

Brignano ha raccontato come la sua carriera sia accompagnata da una sorta di ritualità: «Ci sono sempre i bauli attorno a me, che vivo col trolley accanto alla porta d’ingresso di casa. Adoro i vecchi bauli, li compro, li restauro con le mie mani. Si portano addosso storie mitiche». Questi oggetti, spesso raccolti durante le sue esperienze, diventano parte integrante del suo show, dove la storia e l’interpretazione si fondono. «In molti racconti, in diverse canzoni che la band esegue dal vivo e che, ricordo, sono scritte apposta per lo show», ha spiegato, sottolineando come il live abbia un ruolo centrale nel suo lavoro.

Il comico ha anche parlato del cambiamento del pubblico e del modo in cui la tv si sta evolvendo. «Lo hanno visto in tanti, due milioni di spettatori, ma restano gli altri 58 che compongono la popolazione italiana», ha detto, riferendosi al successo del suo programma su Rai1. «Tutto il resto viene cacciato a seguire. Su varietà e fiction si punta poco ormai», ha aggiunto, evidenziando una tendenza al ridursi delle opportunità per i programmi di qualità. Chi non ha le piattaforme, sulla generalista in prima serata deve sorbirsi solo quiz, un cruciverba da una parte e i pacchi dall’altra.

Un mondo che cambia velocemente

Nonostante il cambiamento, Brignano ha sottolineato che la comicità resta un’arte che si basa sull’interpretazione. «La comicità è figlia dell’interpretazione», ha ripetuto, ricordando come la sua formazione, ispirata da Proietti, lo abbia portato a credere in questa verità. «Una battuta risentita più volte diverte sempre meno. Ma se siamo ancora qui a ridere per le gag di Proietti sulla sauna e su Bruto è per come le interpretava», ha concluso, riconoscendo l’eternità dell’interpretazione come elemento chiave della comicità.

Brignano ha anche parlato del suo show, che è stato riveduto e corretto dopo il successo su Rai1. «Il titolo dello show suggerisce un sapore di casa… «Quando mia madre me lo diceva, nella frase poteva esserci una carezza o una minaccia. A lei dedico un affettuoso finale cantato. Gli aneddoti autobiografici servono a raccontare questo mondo che cambia velocemente. Io sono un boomer che tra l’altro il boom economico in borgata non l’ho proprio visto, sono passato dal telefono a rotella, quello che se sbagliavi il numero dovevi annullare col pulsantino in cima e ricomporre la cifra, alle chiamate a voce sul cellulare».

Il teatro è il vestito perfetto per Enrico Brignano? «La tv per me è sempre dietro l’angolo, anche se di questi tempi è uno scenario triste: chi non ha le piattaforme, sulla generalista in prima serata deve sorbirsi solo quiz, un cruciverba da una parte e i pacchi dall’altra. Tutto il resto viene cacciato a seguire. Su varietà e fiction si punta poco ormai». Il tempo dirà chi resterà, ha concluso, riferendosi ai comici da club che devono avere per forza il microfono in mano.

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