Un talento che ha reso virale il passato della Rai
Fabrizio Biggio, noto per essere stato il sodale di Fiorello in “La pennicanza” e di Mandelli nei “Soliti idioti”, sta lanciando un progetto tutto suo: Techegram. Il programma, ideato e condotto da lui per RaiPlay, ha appena vinto il Prix Italia nella categoria Digital Multimedia. L’obiettivo è far conoscere i tesori del passato Rai attraverso un linguaggio moderno, adatto ai social media. «Oggi quei materiali straordinari sarebbero virali», ha spiegato Biggio, che ha scoperto le Teche, un archivio che custodisce la storia della Rai e del Paese.
Il progetto nasce da un’idea semplice ma potente: far conoscere il passato attraverso i social. L’idea di Techegram è nata da un’amicizia con il regista Luca Rea, nata dietro le quinte del programma notturno di Marco Giusti. «E allora facciamoli diventare virali noi», hanno detto Biggio e Rea davanti a una pizza. La seconda idea: creare dei reel e poi “scrolliamoli”, ovvero usare un linguaggio nuovo per far scoprire il passato. «Siamo minatori che scavano ed estraggiamo gioielli», ha commentato Biggio, riferendosi a una registrazione di Mike Bongiorno in cui si scopre Silvio Berlusconi tra il pubblico.
Un’esperienza in tv che lo ha trasformato
Biggio ha iniziato la sua carriera in tv come tecnico delle luci al Teatro della Limonaia di Firenze. «Volevo fare lo scenografo ma, come mi disse un saggio, “prima devi imparare a mettere i chiodi”», ha ricordato. Il suo primo lavoro in tv è stato un programma per le scuole, dove ha interpretato un studente. «È il mio primo lavoro in tv: 500.000 lire per un anno!», ha raccontato. Nel 2000 è entrato a Mtv, la rete giovane e di tendenza, dove ha lavorato come autore e conduttore. «Anni bellissimi: tutti giovani ed entusiasti», ha ricordato.
La sua carriera è iniziata con un’esperienza in tv che lo ha trasformato. Biggio ha passato anni difficili, con il telefono che non squillava più. «È stato proprio Fiorello a credere in me in un momento in cui nessuno ci credeva», ha detto. Ora, con Techegram, ha un programma tutto suo. A novembre arriverà una nuova serie, che sta registrando proprio in questi giorni. «E ora sono fatte avanti altre tv interessate al format», ha annunciato. «Le donne è una prima volta e una sfida: ho fatto film ma mai un ruolo drammatico», ha spiegato, aggiungendo che è stato nominato ai Nastri d’Argento come attore non protagonista.
Il 2026 è l’anno della maturità per Biggio. «Non ho più bisogno di fare la spalla: un programma tutto mio; la fiction Le libere donne da Tobino; il Prix Italia…». Il talento di Biggio, che ha reso virale il passato della Rai, continua a crescere, con nuove opportunità e nuove sfide. «Per il resto… le cose si continueranno a sapere un pezzo alla volta», ha detto, con la sua tipica ironia.



