Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto alle contestazioni che hanno scosso la comunità educativa trentina, sottolineando che le polemiche sono “strumentali” e che la normativa è “molto chiara”. L’intervento, pubblicato sul quotidiano locale il Dolomiti, arriva dopo che alcune scuole hanno sospeso attività educative legate alla sessualità e alle tematiche di genere, in attesa di chiarimenti. Valditara ha difeso l’impianto della legge e ha sottolineato l’importanza di preservare la serenità dei bambini.
La normativa è chiara, ma le contestazioni sono strumentali
Valditara ha affermato che la legge e la circolare ministeriale sono “molto chiare” e che il cambiamento rispetto al passato è “importante”. Ha respinto le critiche rivolte alla Provincia di Trento e all’assessora Francesca Gerosa, che ha delegato la risposta a un post sui propri canali ufficiali. “Queste polemiche le trovo ampiamente strumentali”, ha detto il ministro, aggiungendo che alcune iniziative sono “irresponsabili”.
La legge non è ambigua, ma le interpretazioni sono diverse.
Le contestazioni si concentrano soprattutto sulle procedure per l’educazione sessuale e sulle attività educative che riguardano la sessualità e le tematiche di genere. Alcune scuole hanno sospeso i progetti in essere, anche con l’Azienda sanitaria, in attesa di chiarimenti. Valditara ha chiarito che non possono essere insegnate “teorie relative al gender” alle primarie e che l’educazione sessuale in senso biologico è obbligatoria per tutti. “Non riteniamo opportuno che a bimbi di 6 anni si insegni che potrebbero sentirsi né maschi né femmine o tutte e due le cose insieme”, ha spiegato.
La scuola deve verificare la professionalità dei formatori
Il Ministro ha anche sottolineato l’importanza di verificare la professionalità scientifica dei formatori che interverranno nelle scuole. “La scuola deve, sotto la propria responsabilità, verificare la professionalità scientifica dei formatori”, ha detto Valditara. “Chi ha acquisito nel tempo professionalità serie non ha dunque nulla da temere”.
Le ore alternative non sono un problema di risorse.
Valditara ha risposto anche alle critiche legate all’organizzazione delle ore alternative e alla necessità di risorse. “La scuola deve mettere a disposizione attività alternative come già avviene in altre situazioni. Non c’è alcun problema di risorse”, ha spiegato. Ha anche sottolineato che la normativa non prevede alcuna forma di indottrinamento, ma solo l’obbligo di verificare il consenso informato per attività che esulano dai programmi scolastici. La polemica, iniziata con le contestazioni da parte di alcuni gruppi politici e sindacati, ha visto la Provincia di Trento e l’assessora Gerosa in difficoltà. La consigliera provinciale di Casa Autonomia Paola Demagri ha chiesto al presidente Fugatti di togliere le deleghe a Gerosa, che ha delegato la risposta a un post sui propri canali ufficiali. Valditara, invece, ha scelto di intervenire direttamente per difendere l’impianto della normativa e la libertà educativa delle famiglie.



