La signora Ina, conosciuta come “la signora Ina”, è scomparsa sabato a 97 anni, dopo una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Nata il 23 febbraio 1929, è stata l’anima del ristorante da Odino a Quarto d’Altino, un’attività che ha visto crescere e trasformarsi nel tempo, diventando un punto di riferimento per il territorio. La sua storia inizia con l’apertura di un piccolo banchetto di angurie lungo la strada a San Michele Vecchio, ma si evolve in un’impresa familiare che ha visto la nascita di tre figli e l’apertura di un locale a Jesolo. La sua passione per il lavoro e la sua capacità di rialzarsi ogni volta che la vita le metteva dei ostacoli hanno reso il ristorante da Odino un simbolo di tenacia e dedizione.
Una vita di sacrifici e coraggio
Sposatasi giovanissima con Odino Pasini nel 1948, la signora Ina ha affrontato le sfide della vita con determinazione. Dopo la nascita dei primi figli, Wally e Luigi, il marito ha perso l’uso del braccio destro a causa di un incidente ferroviario. Nonostante questa difficoltà, la coppia ha trovato modi per mantenersi, vendendo folpi e paste tra le osterie della zona. Ina ha anche svolto attività di commercio, vendendo calze e bottoni, per aiutare la famiglia. Nel 1952, hanno tentato il grande passo aprendo un locale a Jesolo, ma la fortuna non è stata dalla loro parte e hanno perso la casa, ripartendo da zero a Camposampiero, dove è nato il terzo figlio, Maurizio, detto Mauro.
La coppia è tornata a Quarto, dove Odino ha iniziato a vendere latte e Ina ha fatto la domestica presso alcune famiglie veneziane. D’estate, hanno iniziato a offrire angurie in un piccolo banchetto lungo la strada a San Michele Vecchio. L’attività ha avuto successo, tanto che le persone che si fermavano iniziarono a chiedere anche da mangiare e bere. Nasce così il “Touring bar da Odino”, un’idea che segnò l’inizio di una nuova fase per la famiglia Pasini.
Un’impresa costruita con le proprie mani
Nel corso degli anni ’60, la famiglia ha continuato a lavorare con impegno, fino a quando è riuscita a comprare un terreno e a costruire con le proprie mani il ristorante che oggi è il simbolo del quartiere. L’attività ha iniziato come pizzeria nel 1965, l’anno in cui è nato l’ultimo figlio, Delano. Con il tempo, il ristorante si è trasformato nel locale attuale, che dopo tre generazioni è tuttora un punto di riferimento per il territorio. Premiato l’anno scorso per i 60 anni di attività da Altinonline, l’Associazione delle attività del territorio altinate, il ristorante da Odino rappresenta una testimonianza di lavoro e dedizione.
La signora Ina ha continuato a traghettare l’impresa anche dopo la morte del marito, negli anni ’80, quando è diventata vedova. Con il supporto dei figli, ha mantenuto l’attività con impegno, buttandosi sul lavoro come sempre. «Nonna era sempre grintosa», racconta la nipote Aurora. «Ci ha insegnato l’importanza del sacrificio e l’etica professionale, senza trascurare la famiglia. Anche se a Pasqua e Natale non eravamo mai insieme, appena chiudeva il locale ci riuniva tutti. Ci ha sempre incoraggiato, insegnandoci a non aver paura dei cambiamenti».
La sua storia è un esempio di come il lavoro, la famiglia e la determinazione possano costruire un’impresa duratura nel tempo. Il ristorante da Odino, che lei ha fondato insieme al marito, è ancora oggi un simbolo di una vita vissuta con coraggio e passione. La sua eredità è un ricordo di tenacia, dedizione e spirito di adattamento, che continuerà a vivere nel cuore di chi ha conosciuto la signora Ina.



