Le ultime rivelazioni del New York Times hanno acceso nuovi dibattiti sulle spese della Federazione Internazionale del Calcio (Fifa) e sul comportamento del suo presidente, Gianni Infantino. Secondo il quotidiano, Infantino riceve un secondo stipendio non dichiarato, pari a 1,76 milioni di dollari, che si aggiunge al salario ufficiale di 5,14 milioni di dollari. Questo pagamento, effettuato dal Comitato organizzatore del Mondiale 2026, non è stato reso pubblico e non è stato dichiarato nel statuto della Fifa. Inoltre, la famiglia di Infantino ha acquistato un appartamento a Miami per 8,6 milioni di dollari, mentre un altro ufficio della Fifa, situato al diciassettesimo piano della Trump Tower a Manhattan, rimane vuoto e non utilizzato per attività commerciali.
Spese e trasferimenti a Miami
Dal 2023, Miami è diventata la base operativa principale della Fifa, con l’intero dipartimento Legal and compliance trasferito in Florida. Infantino ha anche acquistato una casa a Miami, in un quartiere prestigioso, per 8,6 milioni di dollari. Questo acquisto segue un trasferimento di famiglia avvenuto nell’ottobre 2025, dopo che la famiglia aveva precedentemente occupato un appartamento in affitto. La scelta di Miami sembra legata alla gestione del Mondiale 2026, ma le spese elevate sollevano domande su come vengono utilizzati i fondi della Fifa.
La Fifa ha spostato parte delle sue operazioni in Florida, ma non ha chiarito come vengono utilizzati i fondi. L’ufficio a New York, pur essendo stato inaugurato nel luglio 2025, non sembra svolgere attività commerciali, e la sua funzione è limitata a eventi ufficiali. Questo ha suscitato sospetti di conflitto d’interesse, considerando l’amicizia tra Infantino e Donald Trump.
Uffici vuoti e tassazione
La Fifa ha aperto un ufficio a New York, ma non sembra utilizzarlo per attività commerciali. Secondo il New York Times, l’ufficio al diciassettesimo piano della Trump Tower è vuoto e viene utilizzato solo per eventi ufficiali. La decisione di non svolgere attività commerciali in questa sede potrebbe essere legata alla tassazione elevata dello Stato di New York. Questo scenario ha suscitato sospetti di conflitto d’interesse, considerando l’amicizia tra Infantino e Donald Trump. La Uefa valuta una denuncia in Svizzera contro Infantino, ma il Comitato etico è composto da figure vicine a lui. Tuttavia, è improbabile che la Fifa indaghi sul presidente, dato che il Comitato etico, organo presieduto da Martin Ngoga, è composto da persone fedeli a Infantino. La sede del comitato è a Miami, dove Infantino ha radicato la sua base operativa.
Infantino ha scritto per diversi media, tra cui Vice Italia, Rivista Undici, Valigia Blu, Linkiesta, InsideOver, l’Ultimo Uomo, Domani e Il Post. Nel 2020 ha pubblicato per UltraSport “Storia popolare del calcio. Uno sport di esuli, immigrati e lavoratori”, mentre nel 2022 ha scritto “La Coppa del Morto. Storia di un Mondiale che non dovrebbe esistere”, incentrato sulle violazioni dei diritti umani in Qatar. Nel 2025, per People, ha pubblicato “Il calcio è politica. Lo sport come antidoto al nazionalismo”.
Questi scritti riflettono un interesse per il calcio come strumento di dialogo e di cambiamento sociale, ma non risolvono i dubbi sulle spese e sulle decisioni finanziarie della Fifa. La situazione rimane sotto osservazione, con la Uefa che valuta eventuali azioni legali e la Fifa che continua a gestire i propri affari, anche se a Miami, dove Infantino ha radicato la sua leadership. La questione non è ancora conclusa, ma i fatti continuano a emergere, alimentando il dibattito su come vengono utilizzati i fondi del calcio internazionale.



