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martedì 13 Ottobre 2026

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L’IA può migliorare il benessere dei dipendenti: il 35% non si sente a suo agio sul lavoro

L’IA potrebbe aiutare le aziende a migliorare il benessere dei dipendenti, con meno del 35% che si sente a suo agio.

L’indagine condotta da Gartner nel primo trimestre del 2026 su 11.838 lavoratori ha rivelato che meno del 35% dei dipendenti dichiara un buon livello di benessere. Questo dato solleva preoccupazioni sulle condizioni di lavoro e suggerisce che l’introduzione dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una soluzione innovativa per migliorare la situazione. L’IA, infatti, potrebbe aiutare le aziende a riconoscere i segnali di disagio, intervenire sui rischi e offrire un supporto personalizzato, contribuendo a costruire un ambiente di lavoro più sostenibile e sano.

Applicazioni dell’IA per il benessere dei dipendenti

Secondo Nicole Paripurana, Senior Principal Analyst della divisione Human Resources di Gartner, le organizzazioni possono sfruttare l’IA per riconoscere schemi di lavoro potenzialmente dannosi, ridurre gli ostacoli operativi e affrontare in anticipo i rischi per il benessere. L’obiettivo è integrare il benessere nella normale organizzazione delle attività, anziché considerarlo un intervento separato dal lavoro quotidiano. Analizzando elementi come i frequenti cambi di attività, le dinamiche di esclusione, le variazioni nel tono delle comunicazioni e i segnali di disimpegno, gli strumenti di IA possono infatti aiutare a riconoscere situazioni critiche prima che si trasformino in burnout o in un peggioramento delle prestazioni. Questo approccio permette alle aziende di adottare misure preventive e mirate, basate su dati concreti.

Le tre opportunità dell’IA per il lavoro

Gartner ha individuato tre principali applicazioni dell’IA per migliorare l’esperienza lavorativa. La prima riguarda l’identificazione tempestiva dei segnali di disagio. La seconda si concentra sulla prevenzione dei rischi nell’ambiente di lavoro. La terza opportunità è la personalizzazione delle iniziative di benessere. La seconda applicazione si concentra sulla prevenzione dei rischi nell’ambiente di lavoro. L’IA può contribuire a identificare carichi eccessivi, comportamenti tossici e pregiudizi, permettendo agli HR di intervenire con maggiore tempestività e promuovere condizioni di lavoro più sane. Questo strumento aiuta a correggere criticità organizzative e a migliorare la salute mentale dei dipendenti.

La terza opportunità riguarda la personalizzazione delle iniziative di benessere. L’IA può infatti aiutare a comprendere meglio le preferenze individuali, le modalità di recupero e le esigenze dei dipendenti, adattando il supporto a fattori come la tolleranza alle riunioni, le preferenze di comunicazione e la gestione delle notifiche legate allo stress. Questi strumenti potrebbero affiancare alle indagini periodiche un approccio più continuativo e basato sui dati, permettendo alle aziende di adottare misure preventive e mirate.

Sebbene molti riconoscano i potenziali vantaggi dell’IA per le aziende, il 47% dei lavoratori che dovrebbe utilizzarla nelle proprie attività dichiara di essere restio ad adottarla. Questo dato evidenzia una certa distanza tra le aspettative delle organizzazioni e quelle dei dipendenti nei confronti della tecnologia. Per superare questa sfida, le aziende devono trovare un equilibrio tra innovazione e attenzione alle persone, rafforzando la fiducia nella tecnologia e costruendo un ambiente di lavoro più sostenibile.

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