Un fenomeno in crescita sui social media vede l’uso dell’intelligenza artificiale per creare personaggi virtuali che riproducono contenuti di artisti reali, alimentando preoccupazioni per il furto di lavoro e il commercio di contenuti artificiali. Su Instagram, un account che si presenta come una comica di successo, “Tiffany Sloane”, ha accumulato oltre 360mila follower e milioni di visualizzazioni in poche settimane, senza mai rivelare la sua natura artificiale. Le battute pubblicate non sono state inventate da un algoritmo, ma riprese da comici reali, con movimenti, pause comiche e abiti identici a quelli dei loro spettacoli. Questo ha suscitato l’attenzione di artisti come George Brett Olson e Olivia Carter, che hanno denunciato il fenomeno come un furto di contenuti e un potenziale sfruttamento del lavoro di altri creator.
Un caso di furto di contenuti e di marketing artificiale
Il caso di “Tiffany Sloane” ha suscitato dibattiti su come l’AI possa essere utilizzata per creare personaggi virtuali che riproducono performance di artisti reali, senza riconoscere il loro contributo. George Brett Olson, uno dei comici che ha denunciato il fenomeno, ha riconosciuto una propria performance in uno dei video pubblicati dall’account. «L’AI mi ha rubato la mia battuta e i miei vestiti», ha detto Olson, sottolineando come le battute e i dettagli visivi fossero identici a quelli delle sue esibizioni. Il profilo non ha mai chiarito che i contenuti erano generati con l’intelligenza artificiale o che le battute provenivano da altri artisti, rendendo difficile distinguere un personaggio artificiale da una persona reale.
Un fenomeno più ampio: influencer e modelli virtuali
Il fenomeno non si limita ai comici. Su Instagram e altre piattaforme, stanno emergendo sempre più influencer e modelli creati con l’AI, progettati per attirare follower e indirizzarli verso piattaforme a pagamento. Un esempio è Jessica Foster, un personaggio virtuale presentato come una soldatessa statunitense, che ha guadagnato popolarità grazie a contenuti di carattere militare e politico. Il problema si complica quando i contenuti vengono ripresi da video o performance reali, senza riconoscere il lavoro degli artisti da cui provengono. Questo tipo di pratica solleva preoccupazioni per il rischio di sottrarre visibilità a creatori reali, favorendo personaggi artificiali costruiti per rispondere a canoni estetici specifici.
Olivia Carter, un’altra comica statunitense, ha denunciato la pubblicazione di video contenenti battute tratte dalle sue esibizioni e riproposte con personaggi generati dall’AI. In un primo momento, il profilo che aveva pubblicato uno dei filmati l’aveva bloccata, ma un amico ha riconosciuto il contenuto e lo ha segnalato, ottenendone la rimozione. Il problema si è ripresentato con la comparsa di altri video, con le sue battute ma con protagoniste sempre diverse. Carter ha notato che le battute riprese riguardavano spesso appuntamenti, relazioni e situazioni legate all’essere donna, suggerendo che i contenuti non fossero casuali, ma riproducessero performance già sperimentate da artiste reali.
Un’alternativa alla copia: creare personaggi originali
Nonostante i rischi, il fenomeno dimostra quanto sia diventato accessibile creare identità digitali in grado di attirare l’attenzione e trasformarla in guadagno. Su Reddit, alcuni utenti cercano di sviluppare alternative basate sulla creazione di personaggi originali, senza utilizzare volti reali o contenuti di altri. Un utente ha raccontato di aver intervistato oltre 50 persone che gestiscono modelli virtuali su OnlyFans come attività secondaria e di aver sviluppato uno strumento per generare influencer con l’AI senza ricorrere al lavoro di altri artisti. Questo tentativo di dimostrare che l’AI può essere utilizzata per creare personaggi virtuali e contenuti originali senza sfruttare il lavoro di altri rappresenta un’alternativa al fenomeno del furto di contenuti.



