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martedì 13 Ottobre 2026

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Il Molise ha più risorse ma meno medici: il commissariamento non ha risolto la crisi

Il Molise ha più risorse ma meno medici: il commissariamento non ha risolto la crisi

Il Molise, pur essendo la regione con il maggior finanziamento per abitante del Fondo sanitario indistinto 2025 (2.319 euro contro una media nazionale di 2.218), si colloca ventesima su ventuno nel monitoraggio LEA 2024, con 192 punti su 300. L’assistenza ospedaliera si ferma a 60 punti, il dato più basso d’Italia. La UIL FP, attraverso il segretario generale Emilio Corbo, denuncia un modello sanitario in crisi, in cui le risorse non bastano a garantire servizi adeguati. «Essere adempienti non significa essere curati», afferma Corbo, sottolineando che il problema non sta solo nei fondi, ma nel sistema che li gestisce.

Un paradosso sanitario

Il Molise, pur disponendo di risorse superiori a quelle di altre regioni, presenta un deficit di personale sanitario. I medici dipendenti sono 1,35 ogni mille abitanti, il valore più basso del Paese, contro una media italiana di 1,84. La regione, insieme alla Basilicata, è l’unica in cui gli organici sanitari sono diminuiti tra il 2015 e il 2024. «Dietro i numeri ci sono infermiere, operatrici, tecnici e medici che reggono carichi di lavoro e turni difficili», spiega Corbo, sottolineando che il sistema non è sostenibile. La situazione ha portato a un aumento del 10,9% di molisani che hanno rinunciato a prestazioni necessarie, contro il 9,9% della media nazionale.

Un modello in crisi

La UIL FP denuncia un modello sanitario che non ha risolto la crisi, nonostante il commissariamento. «Diciassette anni non sono un’emergenza, sono un metodo, e il metodo ha fallito», afferma Corbo, ricordando che il risanamento dei conti non si è tradotto in servizi. La regione, in gestione commissariale dal luglio 2009, è l’unica in Italia a mantenere questa condizione. «Il Molise non è un’eccezione, è il punto in cui queste tendenze si fanno più acute», sottolinea Corbo, chiedendo un piano straordinario di assunzioni stabili e una reale valorizzazione del personale.

La UIL FP chiede un cronoprogramma certo per uscire dal commissariamento e restituire la sanità alla responsabilità democratica del territorio. Il risanamento dei conti non si è tradotto in servizi, afferma Corbo, sottolineando che il sistema non è sostenibile. La regione, pur disponendo di risorse, non riesce a garantire un servizio sanitario adeguato. Il Molise non è un’eccezione, è il punto in cui queste tendenze si fanno più acute, conclude Corbo, richiamando l’urgenza di un cambiamento radicale nel sistema sanitario regionale.

  • Il Molise ha il maggior finanziamento per abitante del Fondo sanitario indistinto 2025.
  • I medici dipendenti sono 1,35 ogni mille abitanti, il valore più basso del Paese.
  • La regione è in gestione commissariale dal luglio 2009, unica in Italia.
  • Il 10,9% dei molisani ha rinunciato a prestazioni necessarie.

La UIL FP chiede un piano straordinario di assunzioni stabili e una reale valorizzazione del personale sanitario. «L’articolo 32 della Costituzione parla di diritto dell’individuo e interesse della collettività: in Molise oggi lo è più sulla carta che nella realtà», afferma Corbo. La richiesta include la stabilizzazione del precariato, il superamento dei vincoli sugli organici e un confronto permanente con il sindacato. La situazione, pur se non unica, rappresenta un segnale di allarme per il sistema sanitario italiano.

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