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martedì 13 Ottobre 2026

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Salute

Controllo della pressione arteriosa potrebbe evitare oltre 518mila morti ogni anno

Un’analisi suggerisce che migliorare il controllo della pressione arteriosa potrebbe prevenire migliaia di morti cardiovascolari ogni anno.

Un’analisi presentata alle Hypertension Scientific Sessions 2026 dell’American Heart Association suggerisce che migliorare il controllo della pressione arteriosa potrebbe evitare oltre 518mila morti cardiovascolari ogni anno in 20 Paesi, soprattutto a reddito medio, dove milioni di persone non ricevono trattamenti preventivi adeguati. L’ipertensione, uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari, rimane un problema critico in molte regioni del mondo. Secondo le stime, portare l’accesso ai principali servizi di prevenzione ai livelli raggiunti dai sistemi sanitari statunitensi più efficienti, pari a circa l’80% dei pazienti eleggibili, consentirebbe di prevenire 518.476 decessi cardiovascolari all’anno attraverso il controllo dell’ipertensione.

Interventi preventivi e loro impatto

L’analisi ha confrontato sei interventi preventivi, tra cui il controllo della pressione arteriosa, il trattamento del colesterolo elevato con statine, la gestione della glicemia nei pazienti diabetici, e diversi screening oncologici. Dopo il controllo dell’ipertensione, gli interventi con il maggiore impatto stimato sulla mortalità cardiovascolare sono risultati l’impiego appropriato delle statine, con 340.682 decessi evitabili ogni anno, e il controllo della glicemia nelle persone con diabete di tipo 1 o 2, con 309.520 morti in meno. Questi dati evidenziano l’importanza di una gestione efficace delle malattie croniche.

Il controllo della pressione arteriosa si colloca al primo posto tra gli interventi con maggiore impatto sulla riduzione della mortalità cardiovascolare. Gli autori segnalano che l’estensione dello screening del tumore del colon-retto all’80% della popolazione eleggibile potrebbe invece prevenire 206.767 decessi oncologici ogni anno. L’analisi ha utilizzato dati sanitari internazionali per stimare gli effetti dell’ampliamento dei servizi preventivi nei 20 Paesi selezionati in base all’elevato numero di decessi attribuibili alle malattie non trasmissibili.

Limiti e dati disponibili

I ricercatori hanno utilizzato dati sanitari internazionali per stimare gli effetti dell’ampliamento dei servizi preventivi nei 20 Paesi selezionati in base all’elevato numero di decessi attribuibili alle malattie non trasmissibili. Tuttavia, gli autori segnalano la disponibilità limitata di dati in alcuni Paesi e precisano che lo studio non individua strategie specifiche per ampliare l’accesso alle cure. Inoltre, le stime sono state elaborate attraverso modelli statistici e non rappresentano decessi effettivamente evitati. I risultati sono preliminari, poiché la ricerca è stata presentata come abstract congressuale e non è ancora stata pubblicata come articolo completo sottoposto a revisione paritaria.

Soltanto un adulto iperteso su cinque nei Paesi esaminati presenta valori pressori controllati, inferiori a 140/90 millimetri di mercurio. Appena il 16% delle persone con colesterolo elevato assume statine, mentre il 39% dei pazienti diabetici raggiunge livelli di controllo glicemico considerati adeguati. Anche l’accesso agli screening oncologici rimane limitato, con percentuali comprese tra il 14% e il 26% delle persone per le quali sono indicati.

L’impatto del controllo della pressione sarebbe particolarmente rilevante nei Paesi a reddito medio-alto, con 223.282 decessi evitabili all’anno, e in quelli a reddito medio-basso, con 223.655 morti in meno. Daniel W. Jones, presidente del comitato che ha elaborato le linee guida 2025 dell’American Heart Association e non coinvolto nello studio, ha sottolineato che l’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari. Un trattamento appropriato, attraverso modifiche dello stile di vita e farmaci quando necessari, può ridurre il rischio di infarto, ictus, insufficienza cardiaca e altre complicazioni.

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