Il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha annunciato oggi, 13 ottobre 2026, il via libera al piano straordinario per la gestione dei rischi legati ai Campi Flegrei. L’approvazione del piano, avvenuta durante il consiglio dei ministri, si basa su un principio chiave: la convivenza consapevole con il rischio. Lo Stato non promette l’eliminazione totale del rischio, ma si impegna a ridurre l’esposizione e la vulnerabilità, preparare la popolazione all’eventuale allontanamento e ricostruire i danni causati dal sisma. Il piano, presentato da Musumeci, rappresenta un passo significativo per la sicurezza e la stabilità del territorio.
Struttura e governance del piano
Il piano si articola in tre grandi assi, con una governance unica affidata al presidente pro tempore della Regione Campania. Quest’ultimo ha poteri, responsabilità e una catena decisionale inequivocabili. Il compito del commissario straordinario del governo è ridurre strutturalmente la vulnerabilità e ricostruire il distrutto, senza gestire l’emergenza. La legge prevede una formula semplice: un piano, un responsabile, una struttura, un cronoprogramma, una contabilità e un sistema di controllo. Il governo approva gli indirizzi, verifica il programma pluriennale e le sue revisioni, e controlla periodicamente l’avanzamento. Il piano non trasforma il commissario in un super capo di Protezione Civile, ma lo incarica solo di ridurre la vulnerabilità e ricostruire il distrutto. Il commissario straordinario del governo è l’unico responsabile dell’attuazione del programma pluriennale, con un sistema di controllo che garantisce l’efficacia e la trasparenza degli interventi.
Interventi e incentivi per la ricostruzione
Il piano prevede un fondo pluriennale di un miliardo di euro, spalmato in 10 anni, con un monitoraggio parlamentare annuale e una relazione pubblica sullo stato degli interventi. Tra le misure, è prevista la delocalizzazione volontaria per gli immobili più vulnerabili o situati in aree a maggior rischio. Per gli edifici che hanno subito lesioni non tali da pregiudicare la stabilità, è prevista una procedura semplificata e un contributo fino a 30mila euro per il pronto ripristino. Inoltre, sono previsti 10 milioni di euro per la riparazione delle chiese danneggiate.
La sospensione dei tributi e dei contributi, nonché la sospensione dei mutui, è prevista per un periodo specifico, come richiesto dal territorio. Il piano include anche la proroga di due anni dei contratti di locazione a uso abitativo, in favore delle famiglie con reddito inferiore a 28mila euro. Per gli edifici che richiedono sanatoria edilizia, sono previsti termini ridotti per la pronuncia e la possibilità di presentare contemporaneamente la domanda di contributo e di sanatoria.
Il piano non è una legge di emergenza, ma di prevenzione, con una forte identità politica. Musumeci ha sottolineato che il piano si basa su richieste emerse dal territorio, con l’obiettivo di ridurre il rischio e migliorare la sicurezza del territorio. La Protezione Civile conserva integralmente i suoi compiti, con un focus su monitoraggio del rischio, pianificazione, allertamento, esercitazioni e coordinamento del servizio nazionale.



