Intelligenza Artificiale e Automazione nella Pubblica Amministrazione
La pubblica amministrazione sta affrontando una trasformazione digitale profonda, con l’introduzione dell’intelligenza artificiale (IA) come strumento per migliorare l’efficienza e la velocità dei processi. Tuttavia, questa evoluzione non è priva di sfide, soprattutto in termini di sicurezza e conformità normativa. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra l’automatizzazione e la protezione dei dati sensibili, garantendo che l’IA rimanga un supporto, non un sostituto, del lavoro umano. La sicurezza e la conformità normativa sono elementi chiave per l’introduzione dell’IA nella PA.
Workflow Agentici e Small Language Models: una soluzione per la PA
Tra le strategie adottate per integrare l’IA in modo sicuro e controllato, i workflow agentici e i Small Language Models (SLM) emergono come strumenti chiave. I workflow agentici sono una forma di architettura che definisce passo dopo passo le azioni che l’IA deve compiere, combinando regole deterministiche e capacità inferenziali. Questo approccio permette di mantenere il controllo umano su decisioni critiche, garantendo che l’automatizzazione non comprometta la responsabilità e la trasparenza.
I SLM, invece, sono modelli di intelligenza artificiale di dimensioni più contenate rispetto ai Large Language Models (LLM), ma altrettanto efficaci per compiti specifici. Operano all’interno del perimetro di sicurezza della piattaforma, senza condividere dati sensibili con esterni. Questa separazione è cruciale per ridurre i rischi di fuoriuscite di dati e di costi computazionali incontrollati. La combinazione di workflow agentici e SLM rappresenta un passo avanti significativo per la PA.
La pubblica amministrazione, in particolare, opera in un contesto regolato da normative rigorose, come il Regolamento UE 2024/1689, che classifica i servizi erogati come ad alto rischio. Questo impone obblighi stringenti in materia di qualità dei dati, tracciabilità e sorveglianza umana. L’articolo 14 della legge 132/2025 sottolinea che l’IA deve rimanere uno strumento servente, con il potere decisionale rimasto esclusivamente in mano all’operatore umano. Un esempio concreto di applicazione di questi principi è ZenIA, un modulo di AI Governance & Orchestration sviluppato da Interzen e integrato nella piattaforma cloud native ZenShare UP. Questo sistema permette di delegare all’IA la fase propositiva, mantenendo in capo all’operatore umano la decisione finale. I workflow preconfigurati si adattano alle specifiche esigenze della PA, supportando l’automazione di processi complessi.
Tra i casi d’uso più rilevanti, si segnala il supporto alla protocollazione, in cui l’agente IA analizza i flussi in ingresso, individuando il procedimento amministrativo associato e suggerendo al dipendente la voce di titolario, l’ufficio responsabile e il fascicolo. Il processo si conclude solo con la validazione del funzionario, che sblocca la protocollazione effettiva con segnatura XML e sigillo elettronico. Questi strumenti rappresentano un passo avanti significativo verso una PA più efficiente, ma sempre sotto il controllo umano e rispettosa delle normative vigenti.



