Un team di ricercatori ha scoperto che il superammasso stellare Westerlund 1, situato a oltre 13mila anni luce di distanza, potrebbe aver subito l’effetto di un passaggio attraverso il piano della Via Lattea circa due milioni di anni fa. L’analisi dei dati del satellite Gaia ha rivelato una struttura e una dinamica dell’ammasso che suggeriscono un’espansione asimmetrica, probabilmente causata dalle forze mareali della galassia. L’osservazione di due gruppi cinematici distinti di stelle – 421 legate al nucleo e 103 in movimento verso l’esterno – ha permesso di individuare un processo di dissoluzione in atto. Questi risultati sono stati pubblicati in un articolo in uscita su Astronomy & Astrophysics, guidato da Loredana Prisinzano dell’Inaf di Palermo.
Un’espansione segnata dal passaggio attraverso il piano galattico
La struttura del superammasso Westerlund 1 mostra tracce di un’interazione con il piano della Via Lattea, avvenuta circa due milioni di anni fa. L’analisi ha rivelato che la regione esterna dell’ammasso è allungata in direzione perpendicolare al piano galattico, subendo una distorsione probabilmente causata dalle forze mareali della galassia. Questo fenomeno è stato osservato grazie ai dati del satellite Gaia, che ha fornito informazioni precise sui movimenti delle stelle. La coincidenza tra il tempo di espansione cinematica dell’ammasso e il momento in cui ha attraversato il piano galattico suggerisce una possibile conseguenza di questa interazione.
Un’analisi dettagliata delle stelle nell’ammasso
I ricercatori hanno isolato un campione di 559 stelle con massa superiore a sette masse solari, analizzando la loro dinamica e la loro distribuzione. Queste stelle formano due gruppi cinematici distinti: 421 sono ancora legate al nucleo dell’ammasso, mentre 103 si stanno allontanando, tra cui 14 “walk-away stars” con velocità di allontanamento maggiore. La dispersione delle velocità dei due gruppi è di circa 5 km/s per il primo e 10-14 km/s per il secondo. L’analisi ha permesso di comprendere meglio la struttura e la dinamica del superammasso, nonché di identificare un processo di dissoluzione in atto.
La qualità dei dati forniti da Gaia è stata cruciale per questa scoperta. Nonostante le incertezze nelle parallassi, la precisione dei moti propri delle stelle ha permesso di condurre un’analisi cinematica estremamente accurata. Loredana Prisinzano, prima autrice dello studio, ha commentato: “Questo studio dimostra come il satellite Gaia sia una vera e propria ‘macchina da guerra’ per lo studio dei moti propri stellari”. Westerlund 1 rappresenta un banco di prova estremo per questa capacità.
La complessità del superammasso Westerlund 1 è dovuta alla sua interazione con l’ambiente circostante, compreso il piano della Via Lattea. L’espansione asimmetrica dell’ammasso, già osservata in studi precedenti, è stata confermata grazie all’analisi dei dati di Gaia. La distorsione della regione esterna dell’ammasso, allungata in direzione perpendicolare al piano galattico, suggerisce un effetto causato dalle forze mareali. Questi dati hanno permesso di comprendere meglio la dinamica dell’ammasso e di identificare un processo di dissoluzione in atto.
Il lavoro, condotto nell’ambito del progetto Ewocs guidato da Mario Guarcello, ha utilizzato un campione di stelle selezionate con criteri specifici. L’analisi ha rivelato una distribuzione delle stelle che riflette la struttura e la dinamica del superammasso. Questi risultati rappresentano un passo avanti nella comprensione delle interazioni tra ammassi stellari e il loro ambiente galattico.



